sab

27

ott

2012

La storia di Ibal

Ibal Kun viene guidato al giuramento sulla Pietra di Kasra dal volere dei Preti Re. Molto devoto, accetta ciò che essi hanno in serbo per lui, passando attraverso una straordinaria serie di eventi e incontri che infine lo porteranno a divenire un Guerriero della città del sale rosso.

Di ritorno ad Hammerfest per fare rapporto ed aiutare con i primi soccorsi, come ordinato dal Capitano Grahel, Ibal riparte dopo qualche giorno, appena capito che di superstiti non se ne troveranno più, per recuperare i beni e la kajira che ha salvato fortunosamente dall'alluvione, essendo in quel momento in visita a Kasra. La speranza di poter aiutare la ricostruzione con l'acquisto di alcuni kajiri dalla slaver Eleni, tramonta però ben presto.Giunto infatti nella homestone del deserto, che trova in festa, un incontro inaspettato cambia il programma del pronto ritorno alle rovine della città sul Vosk da parte del Rarius.

 

Ibal e l'Iniziato di Kasra

 

[15:00] Kron si ferma all'ingresso del palazzo ed alza la voce come a farsi udire da tutti "Tal a voi liberi di Kasra e non!" incrocia le braccia dietro la schiena "Torno dal deserto, dove sono andato a predicare il culto dei Preti Re anche agli idolatri che credono nei djinn e spiriti affini!"

 

[15:01] Arturis: *aggiungendo poi per ibal inarcando un sopracciglio* naaa, non credo proprio ibal, emma è una artista *poi abbassa la voce* e come tutti gli artisti non conosce il valore di quel che crea...

 

[15:01] Ginny arrossisce poi alle parole di sir artius guardandolo con stima

 

[15:01] Emma Seljan: "E' una cosa davvero speciosa dover dare un valore all'arte, Ginny. Ma imparerai a separarti dai tuoi quadri, e a rassegnarti all'idea che anch'essi abbiano un prezzo". inspira a fondo mentre rievoca i primi tempi da pittrice, quando dipingeva per mantenersi, e quanto soffriva all'idea di separarsi dalle sue tele, che per lei erano come creature vive. "Aspetta Ginny". una figura completamente vestita di bianco ha attirato la sua attenzione. trattiene l’allieva per un braccio, a Kasra non si vedeva un iniziato da tempi immemori, e ne rimane impressionata.

 

[15:02] Amina: un quadro della casa dell arte si .. <ma poi viene distratta dall arrivo di quello che pare a tutti gli effetti un iniziato da come parla e da come è vestito e pelato. Si azzittisce facendo un passo indietro sapendo quanto poco amino essere sfiorati da un orlo di gonna >

 

[15:02] Argo Blanco si volta verso l'ingresso dove vede l'iniziato che sa essere iscritto nelle liste del censo della città, ma che in realtà non ha mai visto di persona. Rimane un po' sorpreso da quella visione "Tal sommo Kron" lo chiama per nome, conoscendolo dai registri cittadini

 

[15:03] Ginny ascolta la sua Mastra poi d'improvviso si sente tirare per un braccio indietreggiando di qualche passo guardando con il volto stupito un uomo completametne vestito di bianco*ma chi..*lo osserva sgranando gli occhi

 

[15:03] Ibal Kun: Volta il capo verso l'entrata, abiti e parole la dicono lunga, si deve trattare di un iniziato. Immediatamente punta gli occhi su di lui e gli rivolge il proprio saluto "Tal a voi". Annota mentalmente il nome dell'uomo sentendolo dalle labbra del bluecaste

 

[15:03] Virtus Honor Boccaccio: di fatti immaginavo ci fossero semplici offerte e non prezzi "hail adepto "saluta rispettoso essendo lui uomo di fede assoluta , anche se nelle parole aveva inteso cose strane, ma probabilmente aveva capito male

 

[15:07] Kron osserva tutti quanti con occhi gelidi ed inespressivi. In realtà tutto il viso pare privo di emozioni, come se la freddezza di quel volto fosse l'opposto del caldo che regna su Kasra. dopo un po' che scandaglia la stanza lo sguardo si ferma sul rarius in fondo, verso le aperture che si rivolgono al Fayeen "Ibal!" lo chiama a gran voce "Ibal Khun!"

 

[15:07] Ginny ciondola accanto alla sua mastra...si controlla le mani..non vorebbe che qualche prete re gliele cioncasse proprio ora che gli servono per la sua arte

 

[15:09] Amina: < ancora sente i brividi del monastero degli iniziati corerle per la schiena. e' sempre stato alquanto superstiziosa verso quella gente. Non dice neppure una parola ma quando sente che chiama proprio Ibal sussulta e lo sguardo si muove interrogativo verso l iniziato. Corruga la fronte alquanto preoccupata ma del tutto impotente verso quella gente >

 

[15:09] Emma Seljan trattiene indietro Ginny e tace trattenendo il respiro. cosa poteva volere un Iniziato lì... ma non era di certo venuto per il Festival. I suoi occhi si spostano sul guerriero in fondo alla sala.

 

[15:10] Virtus Honor BoccaccioVirtus Honor Boccaccio vede la casta bianca interlocuire con i liberi più al fondo e sentenzia il suo deciso fare "comunque comprerò questo quadro per la menrcante di treve , nonimporta il prezzo purchè sia un opera della vostra allieva lady emma, in quanto all assassino argo"guardandolo serio"avrai delle taglie che farò arrivare con araldi, taglia che avrà un disegno del volto

 

[15:10] Ibal Kun: L'impassibilità del rarius viene spezzata dalla voce poderosa dell'uomo, era sicuro di non averlo mai visto prima, su questo ci avrebbe giurato, si ricorda di ogni iniziato incontrato così come del pellegrinaggio al sardar e perfino delle visite più o meno in incognito a Kassarya, quando accompagnava Arturis ed Amina, per pregare i Preti Re. Non ha la più pallida idea di cosa dire, quindi semplicemente fa due passi avanti, verso di lui.

 

[15:10] Ginny senza farsi vedere ..fingendo di sistemarsi la gonna si gratta le ginocchia...poi torna ad osservare il magistrato...la sua mastra e i mercanti...tutti in silenzio...il clima gelido come gli occhi dell'iniziato ..deglutisce mentre si sitema bene il velo portandosi il ricamo superiore quasi fino agli occhi

 

[15:10] Arturis: *lui da buon mercante più che religioso è scaramantico, guardando poi l'uomo in bianco gli tornano in mente gli uomini incontrati all'avamposto in mezzo allo schendi, ma quando questi chiama ibal proprio per nome e completo per di più si volta verso il red, per poi guardare l'iniziato*

 

[15:13] Argo Blanco resta in silenzio ascoltando la voce forte dell'iniziato, eppure quell'uomo non gli sembra troppo prestante, non come persone che lavoravano manualmente tutto il giorno o come i rarii che allenavano il loro braccio alla battaglia. Sposta lo sguardo dall'adepto fino al guerriero straniero e solo le parole di Virtus lo distolgono da una sorta di sospensione, annuisce al guerriero suo amico "D'accordo...se vi serve l'aiuto di Emma o Lady Ginny, per il ritratto di quell'uomo..." dice a bassa voce, lasciando intendere di chiedere senza problemi il loro aiuto

 

[15:14] Kron punta lo sguardo sul rarius che è avanzato. "Rarius ti devo parlare! Al tempio!" si volta sempre con le braccia incrociate dietro la schiena "Naturalmente se non hai di meglio da fare..."

 

[15:16] Ibal Kun: Ripensa velocemente a tutti gli incontri avuti con la casta gialla, quella che era più solita finire in una fiammata blue.. ma così su due piedi non sente di aver meritato altre sventure, già l'alluvione e l'esondazione del Vosk erano stati una dura prova per cui aveva a lungo pregato invano, una homestone distrutta, la pietra salvata a stento, la popolazione decimata e molti paricasta periti anche nei giorni successivi per salvare chi poteva essere salvato. No.. non capiva proprio e poi trovarlo lì a Kasra... scaccia il timore che solo i Preti Re gli incutevano, da uno sguardo agli amici, con espressione palesemente spaesata, poi facendosi coraggio fa qualche altro passo "Vi seguo" si affretta a dire, ci mancherebbe che all'eventuale inconscia offesa ai Preti Rè faccia anche aspettare l'iniziato.

 

[15:16] Ginny aggrotta la fronte...si poggia con la schiena sulla colonna di marmo del palazzo..portando le mani dietro di se accomodandosi

 

[15:18] Emma Seljan respira piano mentre l'aria si è fatta immota. non può fare a meno di percepire l'inquietudine di Ginny, che forse non aveva mai visto un Iniziato prima di allora, con la vita cui era stata costretta. il pensiero va alla cittadina sul Vosk su cui aveva vissuto per qualche tempo assieme ad Argo. chissà che quell'uomo non fosse venuto a portare una parola di speranza per quelle genti.

 

[15:18] Arturis: *a sua volta aggrotta le sopracciglia osservando quello scambio di cui la sorte ha voluto fosse testimone* mmm *impensierito, la testa appena piegata di lato, le braccia conserte sul petto mentre sussurra* questa storia non mi piace...

 

[15:18] Argo Blanco trattiene per qualche ihn il fiato e poi espira l'aria che conservava nei polmoni, osservando Ibal incamminarsi alle spalle di Kron. Una occhiata incerta ed interrogativa verso la sua compagna, poi, voltandosi nella sua direzione

 

[15:18] Amina: <sente lo sguardo di ibal e lo sguardo rimane preoccupato. anche lei pensa alle fiamme blu.. ma ibal che puo mai aver fatto? continua a pensare agitata e quello che piu la infastidisce è sempre quel senso di impotenza continua . guarda un attimoa rturis e posa la mano sulla sua spalla > deve andare.. <sussurando a lui >

 

[15:20] Kron comincia ad incamminarsi verso il tempio "Che l'acqua di Kasra sia sempre fresca e le vostre bisacce mai vuote, liberi" saluta con quelle parole tutte le persone là radunate. E poi si allontana, sentendo la presenza del rarius ed i suoi passi dietro di sè

 

[15:20] Arturis: *annuisce ad amina, mentre fa scivolare un braccio intorno ai fianchi di lei* si, direi di si... *risponde con altrettanto sussurro* magari gli comunica qualche notizia dei re sacerdoti... magari hanno fatto un miracolo ed hanno fatto ritirare le acque del vosk... *ma in effetti lui stesso appare dubbioso di quella possibile interpretazione*

 

[15:23] Ibal Kun: Segue l'iniziato in silenzio, senza proferire parola, entra nel tempio guardandolo velocemente, come da abitudine si sposta di lato, anche se lì ha poco da temere se non dall'uomo stesso e da chi lo invia a lui. Si pone di lato, rigorosamente lontano dalla linea bianca che traccia l'area dove solo gli adepti possono andare. Porta la mano all'elsa della spada, se deve essere bruciato lo farà con la sua arma in pugno, anche se di solito avviene lì sul posto, ma non si sa mai...

 

[15:25] Kron attraversa tutta la città con passo tranquillo, senza dire una parola. Passa dai giardini del palazzo fino al tempio ed una volta lì si mette davanti all'altare con il simbolo dei Preti Re "Sono Kron Hammor Sesto! Iniziato di Kasra e membro del sacro ordine della fiamma blu...ti cercavo, rarius" la sua voce è meno veemente di prima, ma sempre profonda, e modulata come ad apparire saggia ed arcana

 

[15:29] Ibal Kun: Annuisce silente, lasciando capire che è lì per ascoltare o pronto a subire la volontà dei Preti Re, ha vissuto gran parte della sua vita tra le montagne di Thentis, viaggiando spesso al Sardar per le fiere, oltre che per il pellegrinaggio, nutrendo lungamente la fede, o la superstizione direbbe qualcuno, verso l'ordine che i Preti Re hanno imposto al suo mondo. Saldo nelle tradizioni e nella religiosità, rompe gli indugi infine "Vi ascolto, perchè mi cercavate?"

 

[15:34] Kron guarda negli occhi il guerriero. Gli occhi di Kron sono come indagatori, due iridi quasi di ghiaccio che sembrano oltrepassare la carne ed il corpo fisico di un uomo, e scandagliarlo al suo interno, a carpirne ogni emozione o reazione "Conosco le vostre sorti, guerriero. Le conosco...so chi siete...ho parlato con i Signori Onnipotenti di Gor" si volta, appoggiando la mano sul simbolo dell'eterno, il cerchio che rappresenta i Preti Re, nella mente degli uomini. Resta silente per un po'...poi si volta nuovamente "E' tempo che tu torni a Sar-dar, Rarius"

 

[15:38] Ibal Kun: Quelle parole lo turbano e tranquillizzano al tempo stesso, un altro pellegrinaggio è qualcosa di cui potrebbe rallegrarsi, ma il discorso sulle sorti non lo lascia affatto sereno. La parola di un iniziato però non è da mettere in dubbio e lui meno di altri lo farebbe, la sua religiosità è radicata perfino oltre l'addestramento, senza esitare replica "Quando devo partire?"

 

[15:41] Kron incrocia le braccia "Al più presto, non appena sarai pronto. Seguirai la via dei pellegrini, e riposerai alla fortezza di Saphronicus, in modo che il tuo braccio faccia da protezione ai timorati e ai giusti." Riempie i polmoni d'aria e poi aggiunge "Io pregherò per te Ibal Khun" si compiace che il guerriero non abbia posto obiezioni, e che dopo aver sentito in quale posto gli era richiesto di recarsi abbia posto una sola domanda...quando?

 

[15:45] Ibal Kun: Annuisce, c'è da fare per un pellegirnaggio, ma forse in due giorni potrà essere pronto, annota il nome della fortezza dove deve recarsi, annuendo ancora, la preghiera dell'iniziato è un buon auspicio sicuramente, che possa avere qualche risposta riguardo ildestino della sua homestone? Solo il tempo potrà dirlo, ora è tempo di concentrarsi sul da fare, preparativi, studiare il viaggio sulle mappe e poi partire. "Entro due giorni sarò in viaggio per la fortezza" china il capo come a ringraziarlo per la preghiera che ha promesso "Devo riferire qualcosa al mio arrivo?"

 

[15:48] Kron resta impassibile sempre con gli occhi puntati sullo sguardo del rarius "Solo che vai a Sar-dar...quella fortezza è meta di molti pellegrini. Non ti negheranno ospitalità. Che i Preti Re rendano il tuo cammino sicuro Ibal Khun!" si volta, non ha altro da dirgli, ha riferito quello che doveva. Si volta di nuovo verso l'altare e comincia una liturgia in goreano antico, una preghiera ai potenti signori di Gor

 

[15:50] Ibal Kun: China nuovamente il capo, facendo mente locale su ciò che gli è stato detto, o per lui... ordinato. Un viaggio al Sar dar , inaspettato, ma i tempi portavano molte cose inaspettate. Stava per replicare con un saluto quando sente l'inizio di quella liturgia e lungi dal volerla interrompere si avvia di fuori, voltando le spalle, con espressione ora sicura e decisa. Partirà.

 

Appresa la notizia della volontà dei Preti Re, pur senza conoscerne i motivi, non resta che partire, ma nuove rivelazioni adombrano maggiormente il viaggio del rarius. Un giovane guerriero kasriano, con cui ha avuto l'onore di combattere durante la sua priva visita nel Tahari, lo informa che anche lui dovrà intraprendere un viaggio verso il Sar-dar ma che forse non arriverà al termine.

 

Ibal e Serak, giuramenti

 

[14:24] Ibal Kun: Lentamente conduce il kaiila verso il deserto dove Serak gli aveva chiesto di raggiungerlo al calare della luce. Parte dei bagagli è già sull'animale, lasciando presagire che la partenza non è poi lontana. Arriva dapprezzo al rarius e nota con lo sguardo altre due figure, riconosce i lineamenti di Rayn, ignaro del motivo che l'ha portanto a sua volta a Kasra si limita a salutare, il tempo stringe ed i PK non amano certo attendere. "Onore e Acciaio Rayn" poi rivolgendosi a Serak "pensavo di trovarti solo, ma sono qui" Smonta dal kaiila e si avvicina a lui.

 

[14:27] Rayn: *segue con lo sguardo l'arrivo di Ibal. Di certo quello complica le cose...non vuole rivelare al vecchio compagno di casta il suo tradimento, anche se l'assenza delle insigne di Hammerfest che, come tutti i Red, portava in una collana parlano più di qualunque racconto.* Onore e Acciaio, Ibal. *risponde, avvicinandosi ancora di un passo. Lancia un'occhiata a Serak.* Non credo che da questo deserto arrivino molti visitatori. *mormora, poi lancia un'occhiata alle mua.* Posso entrare, o rischio di essere attaccato a vista dalle guardie? *domanda.*

 

[14:28] Meredith vede ibal e ha un mancamenteo, ora si che si rende conto, con lui presente si.. si avvicina a rayn e gli stringe il braccio, lo tira come a dirgli di andarsene da li, sente le sue parole, guarda ibal e mormora solo: tal sir.. *lo conosce, hanno viaggiato insieme la prima volta che era venuta a kasra, ma lo teme ora che le cose sono andate diversamente...

 

[14:32] Serak’Jul rifletteva fra se. Non si voltava ancora..era come se quelle presenze dietro le sue spalle fossero sfocate, quasi come se non esistessero. Una bestia del deserto silenziosa.. L'Albina sleen come definirono alcuni abitanti di una tribù vicina, vedendolo in combattimento. Poi a un tratto, si volta. Lo sguardo perduto e feroce al contempo..lo sguardo di chi vuole essere in pace, di chi vuole comunicare ultime parole prima della propia dipartita..Uno sguardo di morte e di terrore che fissavano il rarius, quasi come se sapesse cosa stessero per compirere entrambi gli individui. Il gesto, il modo di porsi..il Tarn..lo odiava. Una visione di suo padre ancora..la domanda del Rarius lo avrebbe infastidito parecchio se non fosse in quello stato mentale. " Dipende se siete ciò che date idea di essere." * dall'alto del cielo aveva visto le vesti scarlatte, si riferiva a quello. Si volta facendo notare il suo viso..i suoi occhi verdi che contrastavano col paesaggio circostante. Le parole del deserto. "Che non vi manchi l'acqua"* spostandosi più avanti notando il giovane quasi infrangere il cerchio della propia spada. Gli occhi si posano su Ibal, parlavano per lui..doveva seguirlo..voleva che fosse così*.

 

[14:36] Ibal Kun: Da troppi giorni avevano rimandato quell'incontro e ora che era arrivato qualcosa sembrava rimandarlo nuovamente, fa un cenno del capo verso Rayn, attribuendo la mancanza di effigi al tumulto della homestone, dopotutto porta ancora lo scarlatto e quello gli basta come testimonianza del suo onore. Come avesse colto perfettamente lo sguardo di Serak risponde con un tono serio quanto pacato "Ti seguo".

 

[14:39] Rayn: *dagli sguardi di Ibal e di Serak, dalle loro parole e dai loro toni deduce che i due siano lì con intenzioni per nulla pacifiche. Un Canjeline, immagina. Sospira, facendo un mezzo passo indietro. La risposta di Serak di certo lo urta, ma ha Meredith, e suo figlio, dietro di lui. Non può permettersi un duello in quel momento. In più se i due si concentrano a scannarsi tra loro non faranno troppe domande a lui, e di certo questo non gli dispiace. Lascia scorrere lo sguardo su Ibal, prima di annuire gravemente.* Onore e Acciaio. *ripete in sua direzione, poi un fugace "Be well" pronunciato alla volta di Serak, prima di allontanarsi verso le mura cittadine.*

 

[14:41] Ibal Kun: "Onore e acciaio" risponde con un tono pacato verso Rayn, seguendo il rarius di karsa

 

[14:43] Ibal Kun: Si avvicina molto al rarius, qualcosa che normalmente non farebbe, entrando nella portata del suo cerchio. Lo fa consciamente, sente di non avere da temere da quell'uomo, men che meno per ciò che vuole dire lui.

 

[14:47] Serak’Jul " Un ragazzo decisamente troppo orgoglioso. L'orgoglio lo ucciderà..abbandonerà la sua casta e abbandonerà se stesso. Alcuni uomini distanti dalla propia pietra di casa perdono il loro senso dell'Onore. Rimaneva di spalle sentendo i suoi passi. Era strano il suo atteggiamento..sembrava quasi profetico nelle sue parole. Si sapeva che in Gor chi avesse potere e distruggesse gli equilibri veniva messo da parte. C'erano troppe cose che riguardavano questo senso dell'equilibrio..Intravedeva qualcosa, ma non poteva nemmeno esporsi così chiaramente ad Ibal. Sa che alcune cose doveva conservarle per se..mantenerle celate..sarebbero state la sua autodistruzione. "Amico mio." * si blocca, girandosi appena* " Questo è il luogo dove riesco ad esprimere al meglio il mio sentimento. Il mio essere, la mia verità. Sarò fedele a questa verità stessa. Non sono padrone del mio destino, non potrò mai esserlo..ma per come verranno le cose, per come vedo.. Questa sarà l'ultima volta che ci vedremo. * gli pone una mano sulla spalla.

 

[14:52] Ibal Kun: Aggrotta la fronte osservando il rarius, non comprende completamente le sue parole, che sappia ciò che a lui è ancora celato? Il motivo per cui gli è stato detto di recarsi al Sar dar? Lo guarda negli occhi "Non so se farò ritorno Serak... ma se i Preti Re me lo consentiranno, rivedrò te e la tua homestone, questa è una promessa..." Ignaro dei motivi per cui il giovane rarius parla in quel modo.

 

[14:59] Serak’Jul " No Ibal. Tu tornerai. Io forse da Sar-Dar non tornerò" * gli stringe la spalla in modo forte, vorrebbe potergli dire la verità, sputargliela tutta in faccia. Ma non poteva. Ma poteva farglielo capire..in qualche modo. * " A breve io stesso farò il mio pellegrinaggio. Ho troppi nemici Ibal, mio padre mi vuole morto a tutti i costi..* per poi togliere la mano dalla sua spalla* "Il mio nome ho scoperto essere Caius Iulius Senecius, Figlio di Lucius Senecius di Harfax, supremo generale dell'esercito della stessa HomeStone. *Voltandosi appena verso il Fayeen* "Non posso dirti il motivo per cui voglia farlo, non ne sono sicuro. Ma me l'ha promesso in faccia, quando ci siamo incontrati. E' un uomo senza Onore..che lo mostra in modo incredibile..è una maschera. Ma non lo è al contempo. Ha promesso che se non avrà me, distruggerà Kasra con tutto l'esercito a sua disposizione. Mi recherò a Sar-Dar e mi presenterò innanzi alla sua presenza. Farà di tutto per uccidermi, userà ogni sotterfugio, per vedermi morto. Ma non posso permettere che Kasra cada per mano mia, non posso permettere che la mia pietra di casa venga distrutta da uomini comandati da una bestia senza Onore, Ibal. *

 

[15:08] Ibal Kun: Inspira profondamente, non capisce i motivi dell'astio all'interno della stessa stirpe, nella cultura di Thentis la famiglia aveva un valore centrale e si andava fieri dei propri avi e della propria discendenza, e sul Vosk non ha trovato le cose molto diverse. Annota mentalmente le sue parole, il suo nome, sono molte le domande ma gli occhi dell'uomo non lasciano spazio al chiacchiericcio tipico delle femmine, sono rarii e le parole contano meno dei fatti. Il fatto in questo caso è la sua scelta, affrontare la morte lontano dalla sua Homestone pur di proteggerla, qualcosa che merita rispetto. "Non conosco i motivi di tuo padre, Serak" usa appositamente quel nome e non l'altro perchè per lui è quello il nome dell'uomo che ha conosciuto "ma quando i Preti Re avranno deciso il mio destino, se sarà la loro volontà... ti cercherò, per rimediare a ciò che ancora incombe tra noi, o raccogliere le tue spoglie e riportarle nell'homestone che la tua scelta ha salvato".

 

[15:15] Serak’Jul " Io vedo e ho visto, Ibal. Ho visto Iniziati pronunciare il mio nome tempo fa, il mio nome: significava morte. Ho visto il volto di Om Kala tremante sotto i miei occhi, ho visto anziani del Tahari puntarmi il dito come se fossi qualcosa, un oggetto già prescritto. Un oggetto fuori dall'equilibrio di "questo pianeta". *con quell'espressione sperava che capisse la sua provenienza, ma era tremendamente difficile che potesse intuirlo, forse in futuro avrebbe capito, molto probabilmente quando il giovane sarebbe già morto* "Ti sembreranno incredibili queste mie parole, ma sono parole che giuro sulla mia spada e sulla nostra amicizia..e con questo giuramento spero che tu possa tenerle per te, fino alla tua morte, amico mio. Se mai morirò, vorrei che la tua mano conduca le mie spoglie per far sì che possano vagare nella città della Polvere.Io farei lo stesso, nel nome del mio Onore di Guerriero, Ibal Kun di Hammerfest. * gli ripone la mano sulle spalle, gli occhi lucidi di un ragazzo che in quel momento viveva quella sincerità, parziale certo, ma pur sempre viva e vera. Non avrebbe voluto che il dirgli alcune verità potessero minare la sua di vita..si era dilungato fin troppo. Ma era saggio Ibal, come erano scaltri i PK..non avrebbero mosso la loro mano per quelle parole.

 

[15:26] Ibal Kun: Guarda il guerriero negli occhi, "Non te l'avrei chiesto.. ma se non tornerò sono sicuro che farai lo stesso per me...Partivo pensando ci fosse il pericolo di non tornare, ora porterò con me il pensiero che anche tu faccia ritorno e con questo la supplica ai Preti Re che tu possa prevalere su chi ti ha generato. Se sopravvirai, Serak, ai miei occhi la stirpe dei Senecius avrà il tuo onore, perchè avrai lavato col sangue ciò che oggi ti sembra disonorevole. Ci incontreremo ancora..." stringe il suo braccio, lo stesso che è poggiato sulla propria spalla "qui o nella città della polvere!" Parla con sicurezza e determinazione, l'affinità con quel giovane rarius è palese dal primo incontro, e nonostante il tempo e la distanza ogni nuovo incontro rinsalda quella convinzione.

 

[15:30] Serak’Jul estrae un sacchetto, vicino alla sua spada. Era il sale rosso, delle sue terre. Voleva abitudine che Il sale venisse messo sul retro del polso ed offerto all'altra persona, che lo avrebbe rimosso con la lingua. E' un gesto che voleva significare fratellanza di sangue.Non si aspettava che Ibal lo conoscesse, ma sperava che in qualche modo potesse accettare la sua offerta, in un modo differente. Siglare quel patto, quella fratellanza a tutti gli effetti. Si sentiva in dovere di farlo, al di là delle parole spese precedentemente..che stavano ad indicare che comunque era già presente quella fratellanza..da fin troppo tempo. " Ti porgo il sale della mia Pietra di Casa.." *versandosi il contenuto sulla mano..per poi spostare il sale scarlatto sul polso. Lo porge ad Ibal sperando che lui gli stringesse lo stesso..com'era sua abitudine..al di là del modo cui il guerriero si sarebbe espresso.. a lui andava bene comunque. " Che vi sia il sale, fra di noi".

 

[15:34] Ibal Kun: Il modo e la solennità con cui compie quei gesti e pronuncia quelle parole, suggerisce facilmente quanto quella situazione sia seria e probabilmente rituale per il rarius. Senza esitazione cerca di assecondare i gesti di Serak, per fargli capire che pur senza essere padrone di quell'usanza, non è intenzionato ad offenderlo nè a porre limiti tra loro. Lo guarda negli occhi, ripetendo semplicemente "che vi sia il sale" attendendo per qualche ihn che il rito prosegua secondo l'usanza esotica di cui viene messo a conoscenza.

 

[15:37] Serak’Jul gli porge il polso, avvicinandosi unendo quei due cerchi d'acciaio che andavano ad intersecarsi come due anelli che oltre l'amicizia, oltre la morte nulla avrebbe potuto dividere. Gli fa capire che il porgergli il polso diviene simile al tipico saluto goreano, rimane semplicemente in silenzio attendendo che lui possa stringergli la mano, rendendo quel legame unito e vivo fra guerrieri

 

[15:42] Ibal Kun: Stringe la mano con forza, in maniera sicura e decisa, in qualche modo di nuovo si trovavano con una comunione di sentire e pensiero, Ibal avrebbe voluto rivolgere lui la sfida che rende fratelli, ma quel gesto lo anticipa, così come le sue parole e i suoi gesti precedenti avevano mostrato che forse quella sfida sarebbe stata rimandata. L'onore che guida un rarius è una cosa da pochi quando si rischia la propria vita, ma così lontano dalla sua homestone sentiva di aver trovato qualcuno che non faceva dell'Onore solo una parola, ma un valore vivo, quotidiano. Completa il rito secondo le silenti indicazioni di Serak "in questa vita o nell'altra, combatteremo assieme ancora una volta, come quella notte in cui i nostri destini si sono incrociati".

 

[15:45] Serak’Jul " In questa vita o nell'altra, combatteremo assieme ancora una volta, come quella notte in cui i nostri destini si sono incrociati" * ripete le parole del Rarius..come a marcare quel legame..Lui aveva posto il sale,Ibal aveva usato le parole..come lui aveva seguito il gesto del sale..lui aveva ripetuto le parole. Molla la presa..prendendo il sale rimanente dal suo polso per poi spostarlo sul palmo dell'altra mano..creando una linea retta fra lui e Ibal. Il sale, fra di loro, uniti nella fratellanza di sangue.

 

[15:50] Ibal Kun: Segue quel gesto, non sa se ripeterlo o semplicemente onorarlo con la propria attenzione solenne e rimane per un paio di ihn incerto poi raccoglie a sua volta il sale rosso nell'altro palmo, così che in qualunque caso non vada sprecato. Si volta per un ihn verso Kasra prima di tornare a guardare lui, stavolta lo sguardo è glaciale, solenne "E' stato un onore conoscerti Serak" alza la mano ora libera stringendogli la spalla. Parole di congedo, che mettono in conto che uno dei due o entrambi, potrebbero non tornare.

 

[15:57] Serak’Jul "E' stato un mio Onore conoscerti, Ibal" * facendo il suo stesso atto, stringendogli la spalla, l'altra, rimanendo fisso a guardarlo. Gli occhi sempre lucidi ebbene sì, una lacrima gli cadeva in quel momento. Una lacrima di un nuovo uomo che conteneva il ricordo di tutto quello che aveva vissuto fin'ora. La città sembrava lontana..il sale era lì per terra..la lacrima cadeva propio in quel punto." Che l'acqua sia sempre tua compagna, amico mio. In vita o nella città della Polvere.. Onore e acciaio! "

 

[16:00] Ibal Kun: Lentamente lascia la spalla del rarius, ma a differenza sua ripone il sale rimasto nel proprio palmo in una piccola sacca, scaramentico oltre che fortemente religioso, vuole mantenere con sè un ricordo tangibile di quel gesto e quel momento. "Onore e Acciaio Serak, rarius civitati Gor!"

 

[16:02] Serak’Jul nota il gesto di Ibal, sorride in merito a tale atto. Cammina verso la sua città, fra le dune, gli occhi smeraldo. Chissà se mai avrebbe potuto rivederlo..non si volta. La volta che l'avrebbe rivisto l'avrebbe sfidato, sapeva che negli occhi di Ibal vi era questo desiderio..ma voleva conservare tale atto per il futuro se mai fosse sopravvissuto..aveva un intero esercito da combattere, con suo padre al comando..il seme della propia distruzione.

 

[16:07] Ibal Kun: Segue l'allontanarsi del rarius, che si dirige verso la città, prende le briglie del kaiila e lo porta con sè, rientrando a sua volta tra le mura. tenendosi però ad alcuni passi di distanza, le parole spese continuano a tenere compagnia ai due guerrieri e non necessitano di altro.

 

Una missiva viene lasciata presso l'abitazione degli amici commercianti Arturis Kantor ed Amina, un saluto o forse un addio.

 

 

Fourth Day of the Fifth Hand of the Seventh Month in the Year 10163 Contasta Ar

 

Tal Arturis e Amina,

 

il tempo che io riparta è giunto, speravo di poter raccogliere schiavi per tornare ad Hammerfest ed aiutare con la ricostruzione ma i Preti Re hanno in serbo qualcosa per me e la mia fede non mi permette di esitare oltre il necessario per organizzare il mio viaggio.

 

Sono diretto al Sar-dar, non so cosa mi aspetta, troppo dolorosa è stata la sorte fino ad oggi, ma la speranza che le mie preghiere possano essere accolte e che il Vosk si ritiri presto lasciando la homestone non è ancora sparita.

Avrei voluto salutarvi di persona e ringraziarvi per l'ospitalità e la cura che avete avuto in questo mio breve viaggio, ma sono chiamato ad un pellegrinaggio inaspettato e far attendere i Preti Rè non è certo saggio.

 

Vi affido i pochi beni che mi sono rimasti e quattro tarn d'oro, due li porterò con me nel viaggio, casomai possa fare ritorno o ne abbia necessità. Se non tornassi, tutto ciò che possiedo di materiale dopo l'esondazione del Vosk è qui a Kasra, nella casa che avete affittato per me, prendetelo e fatene ciò che volete, vi chiedo solo di affidare una delle mie spade a Dave Rhode di Hammerfest ed uno dei miei drappi scarlatti a Siry, sua figlia e metà della somma che troverete alla mia homestone, per aiutare nella ricostruzione.

 

Mi auguro che le Lune veglino sempre sulla vostra famiglia e i Preti Re siano con voi benevoli.

 

Ibal Kun

 

Veloci preparativi, acquisti di scorte indispensabili per il lungo viaggio e poi la ricerca di carteggi di quella zona, impegnano il rarius. Serak la sera precedente e poi due kasriani Arwan il mercante di monete e lady Aphris lo indirizzano nella biblioteca dove, carte alla mano, pianifica il percorso più breve verso la sua prossima meta, la fortezza di Saphronicus.

 

Lo scontro col tahariano

 

[12:40] Ibal Kun grida: Sorvola la foretezza con il Tarn un paio di volte, poi plana lentamente, atterrando vicino al piccolo molo.

 

[12:41] Qualinost stando ai messaggero ormai dovrebbe essere in vista il suo bersaglio

 

[12:42] Qualinost silenziosamente si muove tra albero ed albero cercando di guardare lontano quanto il terreno gli permetta, cercando di rimanere al riparo

 

[12:43] Ibal Kun grida: Dall'alto ha studiato la zona, adocchiando i ponti che portano al monastero arroccato sulla collina, lentamente cammina in quella direzione, guardandosi attorno, come ogni volta che si muove in una zona sconosciuta

 

[12:44] Qualinost vede una figura, un guerriero, deve essere lui, sguaina le armi, pronto per attaccare

 

[12:45] Ibal Kun: Continua a camminare verso il ponticello, sembra non aver notato i movimenti tra gli alberi, le armi sono ben in vista, il gladio sempre al fianco, all'altezza giusta per essere sguainato velocemente come nell'addestramento di un rarius.

 

[12:47] Qualinost: *ed appena arriva alla sua altezza sbuca fuori dal suo nascondiglio puntandogli la spada contro, ora che è più vicino anche la descrizione corrisponde* tu, guerriero, non arriverai mai al sardar! *e così dicendo gli si scaglia contro pronto per ingaggiare battaglia*

 

[12:49] Ibal Kun: Balza indietro, sguainando la spada a sua volta pronto a difendersi da quell'attacco inaspettato, ma che non coglie del tutto alla sprovvista un rairius, abituato com'è ad aspettarsi sempre la battaglia

 

[12:51] Qualinost: *combatte con il fervore maniacale di chi vuole ottenere il proprio risultato, ma più volte scopre la guardia su quel terreno che non gli è familiare, ed alla fine cade in terra, il viso avanti, sputando sangue*

 

[12:52] Ibal Kun: Dopo un paio di assalti in cui la sorpresa lo costringe a difendersi ed arretrare, parte al contrattacco, atterrando infine il guerriero, giudicando dalle sue vesti, è probabile che non sia abituato a combattere a piedi o su un terreno diverso da quello del tahari. Con la spada sguainata si china e gliela punta alla gola "Chi sei... chi ti ha mandato?" con voce decisa ed il furore della battaglia ancora negli occhi.

 

[12:54] Qualinost: *respira faticosamente, mentre volge la testa di lato, cercando con un occhio iniettato di sangue di guardare il rarius* il mio nome... non conta... conta che... tu non arriverai... al sardar... a namus ti... vogliono morto...

 

[12:56] Ibal Kun: "Namus.." ripete quasi tra sè, è il nome della città di cui gli ha parlato Serak durante la sua permanenza a kasra, ma perchè una homestone tanto lontana si interessa a lui? "CHI TI MANDA?" con maggior fervore, puntando la spada alla gola dell'uomo.

 

[12:57] Qualinost: *ancora guarda in su, lungo il filo della spada, che vede come la strada stessa per la sua morte* se te lo dico... sono un uomo morto... *e prende a tossire, mentre il sangue continua a colare dagli angoli delle labbra*

 

[13:00] Ibal Kun: Lo fissa con occhi glaciali "Sei morto comunque, che tu parli o meno, la scelta è come morirai. tahariano, con una lama in mano presentandoti ai Preti Re come un combattente... o sgozzato come una bestia! Parla e ti concederò una morte che onorerà la tua vita"

 

[13:02] Qualinost: *mentre ibal kun parla una mano nascosta dall'ampio mantella cerca l'elsa del pugnale, per un ultimo gesto alla disperata, ed intanto tossendo parla per guadagnare tempo mentre cerca di estrarre la piccola arma senza farsi notare* io non so... niente... io sono stato assoldato... per uccidere ibal kun... io non faccio... domande quando... i soldi tintinnano...

 

[13:04] Ibal Kun: Stavolta il gesto non passa inosservato, la distanza tra loro è minima e la posizione dominante gli permette una buona visuale, solleva la spada per un ihn e cerca di affondarla con forza nell'avambraccio che cerca l'arma. "Questa è la tua scelta??"

 

[13:06] Qualinost: *quando l'arma gli affonda nelle carni ruggisce per il dolore, mentre il braccio viene inchiodato al terreno, gli occhi chiusi per quella sofferenza, non riesce a rispondere nient'altro*

 

[13:08] Ibal Kun: Tiene la lama infilata nella carne e per una porzione nel morbido terreno erboso, con la mano libera gli abbassa il bavaglio scoprendogli il volto, nell'intenzione di memorizzare i suoi tratti. Torce la lama nella carne del tahariano per un paio di ihn, esortandolo nuovamente "Posso andare avanti per molte ahn... non hai onore e sarai trattato di conseguenza.. parla... se non vuoi raggiungere la città della polvere un pezzo dopo l'altro!"

 

[13:11] Qualinost: *un nuovo urlo di dolore, mentre la mano ancora libera si chiude a pugno battendo il terreno, con la bocca spalancata altre goccioline di sangue spruzzano avanti a se, ancora steso per terra* NON LO SO... MI HANNO PAGATO... SAPEVANO CHE IBAL KUN PASSAVA DA QUI E CHE DOVEVA MORIRE... NON SO ALTRO!! *parlando tra i colpi di tosse, mentre nel parlare un grumo di sangue più denso finisce sul terreno erboso avanti a lui*

 

[13:13] Ibal Kun: Valuta per qualche ihn quelle risposte, il dolore dev'essere lancinante, visto che ha preso con la lama muscolo tendini e quant'altro, eppure non arriva alcuna informazione utile da quell'uomo, probabilmente è davvero privo di utilità, che almeno dica quel che sà... "Chi ti ha pagato?" Stavolta non muove la lama.

 

[13:16] Qualinost: *sente ancora la ferita con l'acciaio nel mezzo, gli occhi chiusi, il respiro sempre più intervallato ai colpi di tosse, ancora sputa sangue ed insieme a questo la risposta* hickmah... è stato hickmah... ma non ti servirà a nulla saperlo, maledetto... altri verranno, e di te non resterà più nemmeno il ricordo...

 

[13:20] Ibal Kun: Lo fissa con ferocia, quel viaggio iniziava veramente male, oltre al peso dell'ignoto sembra che qualcuno lo volesse morto, per un ihn dubita anche delle paroel dell'iniziato, ma la fede è troppo forte e quel pensiero scivola subito via, i PK non avrebbero permesso a nessuno di manipolare le loro parole ed il loro nome, no, dev'esserci dell'altro. Senza remore estrae repentinamente la lama dal braccio dell'uomo portando la punta ad un palmo dalla sua gola, segno che non avrà ancora molto da vivere "Raggiungerai la città della polvere oggi!" Preparandosi a vibrare il colpo ferale.

 

[13:22] Qualinost: *e lui negli ultimi istanti di vita che gli restano comincia a ridere, forse di follia, forse di beffarda pregustazione postuma, come se già lo vedesse morto* su di te c'è il segno... su di te c'è l'ombra della morte... uccidimi guerriero, e terrò aperti per te i cancelli della città della polvere! *e riprende a ridere sguaiatamente*

 

[13:23] Ibal Kun: "Spalancali! Perchè presto si riempiranno dei tuoi compagni!!" Affonda senza esitare la lama nella gola dell'uomo, tranciando di netto la carotide e la trachea.

 

[13:24] Qualinost: *e mentre ancora ride, con quel taglio così netto muore, il viso che si gela in un rictus di morte orribile e tetro e grottesco al tempo stesso*

 

[13:25] Ibal Kun: Rinfodera la spada e controlla gli abiti dell'uomo, cercando biglietti o possibili indizi nelle tasche e sulle stoffe tahariane, tastando il tessuto con entrambe le mani alla ricerca di eventuali anse nascoste.

 

[13:28] Qualinost: *in effetti di tasche nascoste ce n'è più d'una, ma quel che trova oltre ad una sacchetta di monete d'argento sono un paio di pugnali, qualche effetto personale secondario, una bisaccia d'acqua ed un piccolo cilindro portapergamene, dentro questo qualche foglio stropicciato ed in una abborracciata calligrafia appunti insignificanti, lettere a compagni dell'oasi di namur, pieni di sbruffonate sul redcaste che è stato mandato ad ammazzare, a parte questo tutti gli indizi riportano a quello che il tahariano aveva detto, namur, hickmah e monete*

 

[13:31] Ibal Kun: Osserva i numerosi foglietti, non è esattamente una scheggia a leggere quindi li prende con sè decidendo di valutarne il contenuto successivamente. Lascia su di lui il resto degli effetti personali, ma prende la spada con cui è stato attaccato e dopo aver pulito la lama sui vestiti dell'uomo, la pianta vicino al suo corpo, unico segno del fatto che quell'uomo è morto in battaglia. Si rialza ed osserva la fortezza per un paio di ihn, si guarda attorno e poi riprende il suo cammino.

 

Il soggiorno a Saphronicus

(nel ruolo di Ghark, DagoCesareRenzi)

 

[13:35] Ibal Kun grida: Si annuncia suonando due volte la campana all'inizio del ponte, poi si dirige verso la grata che protegge l'accesso alla fortezza

 

[13:37] Ghark passeggia per lo spiazzo della fortezza di Saphronicus, nota alcune guardie avvicinarsi al cancello di ingresso ed aprire la via ad un guerriero

 

[13:40] Ibal Kun: Dopo aver presentato la propria casta e chiarito la homestone di provenienza ed il motivo di quella visita, viene lasciato passare dalle guardie ed entra nell'ampio giardino della fortezza, si guarda attorno e tra il notevole numero di iniziati che mette anche un po' di soggezione, si avvicina a quello che gli è più prossimo. "Tal, sono Ibal Kun di Hammerfest... viaggio verso il Sardar.. chiedo l'ospitalità della vostra fortezza" sintetico ed essenziale, come da abitudine nelle occasioni in cui si richiede.

 

[13:44] Ghark risponde al saluto del guerriero "Tal a voi, e...questa non è la mia fortezza." fa un sorriso cordiale "Sono Ghark della città di Ti, della Casta dei Mercanti. Sono qui per commerciare...carne di bosk secca, paga e ortaggi. La fortezza offre ospitalità a tutti" vi erano in giro diversi pellegrini e per lui quel posto, non lontano da Ti è una fonte di guadagno considerevole

 

[13:46] Norberto Binder: tal visiteurs, i am Norb, the local Smith

 

[13:47] DagoCesareRenzi: "Tal Norb, i'm Ghark of the city of Ti...merchant of bosk meat, paga and vegetables" he smiles toward the smith

 

[13:48] Ibal Kun: Pare quasi rincuorato dalal notizia di non aver importunato uno degli iniziati magari in contemplazione di chissà quale conoscenza ed i modi si fanno più diretti "C'era un uomo nelle pianure qui fuori.. un predone immagino che assaliva i pellegrini, è morto come ho detto alle guardie al cancello, forse potreste trovare utili i suoi averi e procurargli una sepoltura". Osserva il fabbro "Tal Norb, I'm Ibal Kun, rarius, from hammerfest on the Vosk".

 

[13:50] Norberto Binder: tal both, i did not understan what was said by Kun, but i guess if it was important, Ghark would translate for me

 

[13:52] Ghark gestures with his hand "The rarius here was ambushed by a taharian man outhere, he killed the bandit. Probably a pirate that used to attack pilgrims heading for Sardar"

 

[13:53] Norberto Binder: thank you Ghark, may i ask who gave you the key to come into the fort ?

 

[13:54] Ibal Kun: Look at the two waiting to solve the issue, before asking the dealer a little more information on their trip.

 

[13:56] Norberto Binder: being in charge of maintening gates and doors here , if you came in lock picking the gate i shall have to repair it

 

[13:57] Ghark gestures toward the gates "When i came here the gates was opened and i entered...instead the rarius asked your city guards and they let him in. Saphronicus welcomes peoples which travel toward sardar, isn't it?" then waves his hand "We didn't lockpicked any gate, we aren't outlaws, i'm a respectable merchant"

 

[13:59] Norberto Binder: i am glad to hear that and i wish you welcome here as well

 

[13:59] Ibal Kun: Norb, you think it is possible to stay for a night? I'm on a pilgrimage to the Sardar and need supplies and rest.

 

[14:00] Norberto Binder: yes for sure. i'll show you the inn, follow me

 

[14:01] DagoCesareRenzi: "i will drink something in the tavern" and walks toward that place

 

[14:02] Norberto Binder: you'll find averything to eat and drink here

 

[14:02] Ibal Kun: Now that they are away from the garden, looking around, "I do not suppose there are kajirae ..." he says pointing to Norb

 

[14:03] Ghark nods "Thank you Norb" he steps toward the table ordering the tavern-keeper a drink and a meal for him

 

[14:04] Norberto Binder: no apparently the fort is empty , they are probably raiding somewhere with the help of thjeir slaves

 

[14:05] Norberto Binder: i am sorry for that. i have no key to private dwellings

 

[14:06] Ibal Kun: He nods. "Thanks for hospitality, if you wake up tomorrow morning at first light, I will ask to sharpen my spear and give some hammer blow to my shield"

 

[14:06] Norberto Binder: but here in front of me is a comfortable room where you can sleep

 

[14:07] Ghark sits over a coushion that reminds him his caste colours and waits for what he ordered "I've heard of an earthquake in Sar-dar, did this news reached the fortress?"

 

[14:07] Norberto Binder: i wish you a good night. i have tome work to finish at my smithy

 

[14:07] Ghark: "Be well Norb!"

 

[14:08] Norberto Binder: you'll find the smithy tomorrow outside the walls, passing the first bridge

 

[14:08] Ibal Kun: He nods "Be well Norb"

 

[14:12] Ibal Kun: Ordina a sua volta una coppa di Turian, che gli viene prontamente consegnata, quindi si avvia al tavolo, sedendosi poco distante dal mercante, facendo un piccolo sorso di quella gustosa bevanda, godersi la vita prima di arrivare al Sardar è tutto di guadagnato.

 

[14:12] Ghark osserva il piatto e la bevanda che gli viene posta sul tavolo e si frega le mani, carne di tarsk con contorno di suls e una ale fresca, si volta verso il rarius "Voi non mangiate Ibal?"

 

[14:14] Ibal Kun: Fa un altro piccolo sorso "Lo farò più tardi, preferisco fare prima provviste e poi scegliere cosa mangiare di fresco, il viaggio non è breve, a proposito.. cosa dicevate di commerciare?"

 

[14:16] Ghark comincia ad assaggiare la carne di tarsk alternando di tanto in tanto con la bevanda, per mandare giù il boccone "Carne di bosk essiccata, perfetta per i lunghi viaggi, paga di buona qualità e verdure..." guarda l'uomo, vede qualche piccolo graffio sul suo corpo, probabilmente frutto dello scontro avuto in precedenza fuori dalla fortezza

 

[14:19] Ibal Kun: "Carne di bosk.. è quello che ci vuole, ne ho ancora una buona dosa, ma non si sa mai.." falso come un quadruplo tarn d'oro, la carne è quasi finita, ma il bisogno si sa, aumenta il prezzo, quindi meglio non darlo a vedere. "Ne potrei prendere quanto basta per una mano o due, e magari due bottiglie di paga"

 

[14:23] Ghark annuisce "Vi farò un buon prezzo...che ne dite di 11 tarsk di rame?" mentre parla e contratta continua a mangiare e bere ed a rilassarsi in quel posto riscaldato dal fuoco

 

[14:24] Ibal Kun: Il prezzo gli pare già buono, ma nei viaggi con amina ed arturis ha imparato che i mercanti la sparano sempre alta per contrattare "Facciamo otto? dopotutto sono un pellegrino" rivolgendogli un sorriso paraculo.

 

[14:29] Ghark ridacchia "Sapete cosa si dice della strada dei pellegrini immagino...i fedeli che vanno a Sardar sono sotto costante attacco dei banditi, che cercano schiavi...ecco se tutti i pellegrini fossero come voi dubito che quei predoni troverebbero nuovi schiavi, magari il contrario." beve un sorso di ale guardandolo e poi posa il calice passandosi il dorso della mano sulle labbra "10 tarsk di rame rarius...e mi rovino" gli sorride

 

[14:32] Ibal Kun: Sorride un po', immaginando che nella strategia mercantile ci sia anche quel tentativo di adulazione, ma prova a contrattaccare, concedendosi il divertimento in quella scaramuccia verbale per pochi spiccioli. "Pensate com'è sicura ora la vostra prossima uscita fuori dalla fortezza.. direi che mi sono guadagnato un altro sconto" prende nove copper tarsk e li appoggia sul tavolo, a metà tra sè ed il mercante. "Sapreste anche indicarmi la strada più veloce per il Sardar da qui? non ho mai viaggiato verso il monte sacro partendo da tanto lontano, vengo da Thentis e ho fatto il primo pellegrinaggio quando vivevo ancora lì"

 

[14:37] Ghark allunga il braccio e posa il palmo sulle monete che attira verso di sè "Affare fatto..." le conta rapidamente e poi torna a guardare il guerriero "Proseguite sulla Strada dei Pellegrini, non vi sono altre città, a meno che non deviate per Esalinius o Harfax, non potete sbagliare via, anche perchè vi sono diversi pellegrini che la seguono"

 

[14:41] Ibal Kun: Un'altra città di cui ha discusso con Serak, Harfax. Per un paio di ihn il pensiero corre a quel ragazzo, ormai battezzato col sangue, che aveva conosciuto ben prima che la morte diventasse sua compagna, un giuramento li aveva uniti e ora il destino sembrava in qualche maniera avvicinarli di nuovo, entrambi diretti al sardar per motivi diversi, il tempo di domandarsi se quel guerriero sopravvivrà allo scontro col padre, per tornare subito dopo con gli occhi sul mercante. Annuisce, annotando le facili indicazioni "Vi ringrazio, quando le merci saranno pronte le farò aggiungere dalla mia kajira alle scorte che mi sono rimaste. Dista molto il Sardar da qui?"

 

[14:45] Ghark scuote il capo "300 pasangs circa..." finisce la carne ed ora gli rimane la ale, con cui ristorarsi, ne beve piccoli e tranquilli sorsi "Qual'è la vostra storia Ibal? Dite di essere di Thentius, e vi siete presentato come rarius di Hammerfest...immagino abbiate cose particolari da raccontare" gli piace ascoltare le persone, e la fortezza non sembra di certo il centro di Ar in quanto a vita, i pellegrini andavano a dormire presto, si vede...per tenersi in forze

 

[14:51] Ibal Kun: Si rabbuia appena, nonostante siano passati ormai cinque anni, il doversi allontanare dalla homestone dove è nato non gli è ancora andato giù, ma questa era la volontà del padre, per tenerlo lontano dagli scontri interni alla casta rossa della città dei Tarn. "Il volere di mio padre fu questo, sono stato addestrato da lui, ma quando si è trattato di fare carriera nella casta scarlatta, prestando il giuramento, mi ha imposto un viaggio... è sul vosk che ho guadagnato i primi gradi e i primi onori.. ad Hammerfest, ma sembra che i Preti Re se la siano presa con quella Homestone. Il fiume è esondato e la città non ha retto il diluvio di pioggia che l'ha fatto ingrossare, minata sopra e sotto dalla furia dell'acqua..." fa un lungo sorso di turian terminando il calice e riponendolo sul tavolino "Sono partito per cercare viveri e schiavi da riportare in città per la ricostruzione, ma la volontà dei Preti Re sembra diversa..."

 

[14:55] Ghark ascolta con attenzione "Ho sentito dell'alluvione sul Vosk, a volte la furia dei Preti Re è incontenibile. Dunque siete partito da Hammerfest, per dove? E quale è il volere dei Preti Re?" di nuovo beve la sua ale, fino a quando non la finisce, e così lascia il calice vuoto sul tavolo. Guardando verso lo spiazzo nota un manipolo di guerrieri che passa verso la loro caserma. Probabilmente il grosso della guarnigione che è uscita, di cui parlava prima il fabbro Norb

 

[15:02] Ibal Kun: Sente lo sferragliare delle armi e volta la testa anche lui per un ihn, valutando il numero e l'equipaggiamento di quel piccolo esercito posto a difesa della fortezza. "Sorte volle, che durante l'alluvione fossi a Kasra, con una delle mie kajirae, quella che mi sta seguendo in questo viaggio, appena giunta la notizia partì affidando lei e i miei beni ad alcuni amici della vostra casta, non c'è tutore migliore per delle merci che un mercante.." fa un piccolo sorriso, ingoiando l'amaro di quella storia "dopo aver prestato soccorsi alla mia homestone per una mano, quando fu chiaro che non ci sarebbero stati altri sopravvissuti da salvare ed i capitani stavano già pensando di lasciare la città fino al ritirarsi delle acque, ripartì per Kasra" fa un piccolo inciso "credo sia l'ultima homestone a vask, prima delle oasi, è una città commerciale, con un porto fluviale" non sapendo se quell'uomo l'abbia mai sentita a questa distanza. "Volevo recuperare i miei beni, comprare qualche kajirus in forze e tornare

 

[15:02] Ibal Kun:  alla homestone per aiutare nella protezione dei cittadini, della pietra.. e la futura ricostruzione, ma ho avuto un segno... e sono di nuovo in viaggio, la destinazione la conoscete. E voi?" Non si azzarda a parlare troppo dell'iniziato, a metà tra la fede e la scarmanzia.

 

[15:08] Ghark pronuncia il nome di quella città così lontana "Kasra..." la voce è bassa e profonda "Ho sentito di un alto ufficiale che vive in questa zona, ad Harfax, che sostiene di avere un figlio a Kasra." prende un profondo respiro e fa un sorriso a sua volta, cominciando a raccontare la sua storia, non che sia un granchè avventurosa come quella del guerriero, ma gli piace parlare di sè stesso e della sua città "Sono figlio di mercanti di Ti, da generazioni, e là vivo. La Città di Ti è la sede della Confederazione Saleriana, è una città ricca, popolosa e potente. Mi sposto per commerciare, sopratutto qui nella fortezza di Saphronicus ed ogni volta che torno alla mia Home Stone sono un uomo felice...e più ricco" allarga un po' il sorriso sulla sua bocca

 

[15:14] Ibal Kun: Si fa due conti e non dubita che quello spostarsi sia frutto di grandi opportunità per un mercante capace, i pellegrini sono un flusso costante e la fortezza da quel poco che ha visto sembra adibita ad ospitarne molti. Le parole che più lo colpiscono riguardano però il presunto padre di Serak, "Un ufficiale di Harfax con un figlio così lontano? che cosa curiosa... dev'essere una storia interessante, sapete altro a riguardo?" Prova a stare sul vago, ma nemmeno poi tanto, l'argomento è quello e non offre grandi appigli se non un interesse diretto "Forse potrei conoscere il nome di questo kasriano, non era la prima volta che viaggiavo verso il tahari e magari se mi dite qualcosa di suo padre, potrò portargli qualche notizia, gli farà sicuramente piacere"

 

[15:19] Ghark gesticola con il braccio in modo vago "Ah...sono solo voci che si narrano fra i mercati di Harfax, l'uomo in questione è l'Alto Generale di quella città, un rarius della famiglia dei Senecius se non mi sbaglio. Il nome del figlio non lo ricordo, ma le malelingue ad Harfax dicono che il Generale lo voglia uccidere..." scuote un po' il capo come se gli paresse una storia molto particolare e di certo sconcertante. Poi si alza "Credo che riposerò un po', ora...e magari se trovo una kajira me la porto fra le pellicce. Venite con me, vi consegno la merce pattuita"

 

[15:20] Ibal Kun: Sente le parole del mercante e lo segue, purtroppo non ha raccolto altre notizie, ma almeno le provviste, quelle si.

 

[15:22] Ghark arriva nella piazza del mercato e lascia un bit tarsk ad un pellegrino mendicante. Poi si ferma al suo banco e prende carne di bosk, sufficiente per due mani e due bote di paga "Ecco qui rarius...e che il vostro cammino fino a Sardar sia sicuro"

 

[15:23] Ibal Kun: Prende la merce, mettendosi le bote a tracolla e tenendo nella destra la sacca con la carne di bosk, "Se i Preti Re vorranno, lo sarà. Le tre lune veglino sul vostro sonno Ghark, be well"


Dopo aver rimpinguato le scorte di cibo, acqua e paga, aver riposato e dato tregua ad Aeris, il tarn su cui viaggia, Ibal carica in sella la kajira e riparte, per raggiungere il passo del Sar-dar. Alla tensione per l'ignoto si aggiunge la consapevolezza che dovrà combattere, non sa per quale motivo, con i sicari inviati da Namus.


Tutto è avvenuto in pochi giorni, ma adesso che è molto più vicino alla sua homestone forse riuscirà a far arrivare un messaggio alla Redcaste, così invia un rapporto con le notizie ad Hammerfest.


Fourth Day of the Fifth Hand of the Seventh Month in the Year 10164 Contasta Ar

 

Onore e Acciaio Capitano,

 

sono partito per Kasra per recuperare le mie cose e riportarle alla homestone ed acquistare con i pochi tarn d'oro che avevo fortunosamente salvato, più kajiri possibile da riportare alla Homestone per aiutare nella ricostruzione.

 

Giunto nel Tahari però sono stato convocato da un iniziato che mi ha comunicato che secondo la volontà dei Preti Re, è tempo che io parta nuovamente alla volta del Sar-dar. Non mi è chiaro ciò che mi attende, ma mi auguro che questo ennesimo pellegrinaggio possa servire affinchè il Vosk dia tregua alla nostra homestone.

 

Sono attualmente sulla via dei pellegrini, viaggiando dalla fortezza di Saphronicus, dove ho trovato riparo e riposo, prima di giungere ai piedi del monte. Il mio viaggio sembra osteggiato da una delle oasi del Tahari, non ne conosco il motivo, ma l'unica scelta che ho è proseguire nella speranza che la mia supplica per la homestone sia accolta.

 

Se riuscirò a sopravvivere, tornerò ad Hammerfest con tutto l'aiuto che riuscirò a portare, diversamente, ho disposto che una cospicua parte dei pochi beni che mi sono rimasti sia donato alla homestone di Hammerfest, per la ricostruzione ed alcuni oggetti personali in particolare siano affidati al mio fratello di spada Dave Rhode ed a sua figlia Siry.

 

Possa l'ira dei Preti Re, placarsi e concedere alla nostra Homestone di tornare alla sua gloria.

 

Ibal Kun

 

L'atterraggio di Aeris a quasi un pasang dai piedi del monte è il segno che da lì dovrà proseguire a piedi. La salita e lunga e dura più di un giorno, ma le scorte abbondanti di cibo e paga rendono la notte, preludio di ciò che accadrà, meno tetra. Alle prime luci dell'alba è tempo di rimettersi in cammino, per affrontare l'ultimo pezzo di strada che lo separa dalla sua meta, il passaggio verso il Sardar.

 

Le parole di Misk, il Priest King

(Misk è magistralmente interpretato da Giangisk Diesel)

 

[09:33] Ibal Kun attraversa faticosamente il passo tra i monti, arco in mano visti gli ultimi incontri fatti e le minacce di Namus, fin quando arriva nella vallata che nasconde il Tempio. Si guarda attorno, la visuale è completamente libera e non sembrano esserci pericoli, ripone l'arma e si incammina verso il tempio, sperando di poter ricevere qualche risposta o indicazione riguardo quello strano viaggio che ha intrapreso

 

[09:37] Ibal Kun: Sale lentamente la scalinata, la tensione è sciolata via, ma l'attenzione non diminuisce, dopo il racconto del sacco del tempio di Kassau sa bene che qualche blasfemo sfiderebbe anche i Preti Re combattendo nel loro tempio. Si guarda attorno e dal grande cerchio che fa da finestra all'edificio scorge un uomo, drappeggiato di bianco. Con circospezione controlla il tempio girandovi attorno.

 

[09:39] Misk prima che l’uomo possa toccarla, la porta scricchiola ed si apre senza che nessuno l'abbia toccata. Un unico volto è al di la. L'uomo che aspettava. Accanto all'iniziato, oltrela piccola struttura di pietra, si erge un essere imperioso, colossale, dall'aspetto non umano, con un corpo a forma di insetto alto più di 5 metri, maestono nell’aspetto, divino nei movimenti. Numerose zampe partono dal suo corpo. Non fa una piega alla vista dell’uomo, solo le due antenne che prima indicavano la porta, ora si muovono appena, si portano sull’uomo all’ingresso e vibrano impercettibilmente. A quel movimento, l'iniziato al suo fianco, poggiato sul suo bastone, apre la bocca per parlare con voce calma e rauca: "Vieni avanti, Ibal, il Priest King ti aspetta".

 

[09:41] Ibal Kun: Una sola entrata.. facilmente difendibile, pensa, quindi si arresta davanti alla porta per qualche ihn indeciso se interrompere o meno le faccende dell'iniziato, quando una voce gli gela il sangue, di nuovo, esattamente come era accaduto a Kasra, si sente chiamare da uno sconosciuto. Era atteso. Guarda oltre l'uscio e rimane impietrito dalla scena, solo la fede gli impedisce di sguainare la spada, lui che mai aveva temuto la morte, ora si sente assolutamente impotente, perfino l'anziano gli pare imponente in quella situazione. Entra lentamente nella sala, senza riuscire a proferire una vera risposta a quel richiamo.

 

[09:43] Misk sente un odore strano spandersi nell’aria e ricoprire istantaneamente la stanza. Ci è abituato e così, repentinamente, porta gli occhi verso il Priest King, ma non porta gli occhi alla bocca, ma ad uno strano oggetto metallico che pende dal collo dell’uomo, l’unico oggetto che lo riveste. Appena dopo, da questo, escono delle parole in lingua goreana: “Lo Sardar. Io sono Misk. Padrone Tuo e di tutte le terre di Gor.”. L’iniziato porta gli occhi verso Ibal e poggiato con tutto il peso sul bastone attende, placido, una risposta.

 

[09:46] Ibal Kun: Inspira profondamente, nonostante i tanti pellegrinaggi al Sardar, nonostante la ferma fede, le preghiere, le suppliche rivolte le notti prima della battaglia ai Preti Rè, mai ne aveva incontrato uno nè avrebbe mai immaginato che questo sarebbe accaduto. Impietrito, si limita a chinare profondamente il capo, lasciando l'elsa del gladio e rispondere, con voce che cerca di essere sicura, "Sono giunto per ascoltare la vostra volontà".

 

[09:47] Misk ascolta la risposta stentata del guerriero. Sa quello che deve fare e così, aiutato sempre dal suo fedele bastone, fa un passo avanti, portandosi allo stesso livello del Priest King. Prima che possa parlare, le antenne lo indicano, pronte a sentire dagli odori cosa ha da dire. Le parole dell'iniziato sono eloquenti e concise, mentre gli occhi sono diretti verso di lui, verso la nuca del rarius: "Credi nel destino, giovane guerriero?"

 

[09:50] Ibal Kun: All'uomo sente di poter rispondere in maniera più articolata, seppur quella sensazione di opprimente impotenza, che non ha mai provato prima in vita, sembra non volergli dare tregua "Credo di essere padrone di ciò che mi viene concesso dai Preti Re, e che il mio destino mi appartenga, fin quando uno di loro non decide che così non debba essere".

 

[09:51] Misk annuisce con un cenno del capo che fa risaltare al lume delle candele la sua assenza di peli su tutto il corpo. Non mostra alcun sentimento sul viso rugoso, come se gli fossero stati estirpati da un qualche essere superiore. La voce è sempre piatta, priva di alcun sentimento, morta: "Il tuo destino è stato scritto. Devi tornare nel Tahari, baciare sulla Pietra di Casa di Kasra e combattere la guerra contro Omar Novius. E vincerla. Questo è il volere dei Priest Kings."

 

[09:54] Ibal Kun: Dischiude le labbra come se volesse dire qualcosa, ma il turbinio di pensieri che gli si affollano nella mente non riesce ad esser vinto nemmeno dal lungo addestramento da rarius che impone la disciplina mentale prima che quella fisica, l'unica cosa che riesce a chiedere, forse perfino con irriverenza è "..ed Hammerfest si salverà?"

 

[09:58] Misk alle sue parole porta un momento lo sguardo verso il Priest King. Non serve nemmeno che le parole dell'Insetto si mischino con quelle di un umile mortale come l'iniziato per capire ciò che vuole dire, e così, quando riporta lo sguardo verso il guerriero, dalla sua bocca esce ancora il volere dei Pks: "Hammerfest non è più la tua guerra. Devi combattere per la salvezza dell'intero pianeta. Gor si salverà solo se Omar Novius sarà sconfitto. Lava la tua mente dal desiderio di salvare Hammerfest, perchè se il Tahari crolla non ci sarà salvezza più per nessuno."

 

[10:01] Ibal Kun: Il viaggio che aveva intrapreso celava la segreta speranza che i PK avrebbero potuto accogliere la sua supplica, che avrebbero avuto pietà della homestone su cui aveva giurato e che ora giaceva distrutta dalla furia del Vosk. L'ipotesi di essere mandato in guerra non lo preoccupa affatto, è un rarius, ma si allontana molto da quelle che erano le speranze di sicurezza per la homestone su cui aveva giurato, e poi quelle parole riguardo, Kasra, perchè? Senza rendersene conto gli passano in testa tutti i dubbi e le perplessità di quella richiesta, senza pensare che probabilmente il PK li leggerà con facilità. Di nuovo le parole dell'iniziato lo inondano, come il Vosk aveva fatto con la sua città. Combattere nel Tahari.. questo era chiaro... China profondamente la testa nuovamente, in segno di accettazione, seppur il sangue pulsi nelle vene e vorrebbe gridare per la sua homestone inondata, quello è il suo pensiero ora.

 

[10:07] Misk non lascia ancora una volta trasparire nulla sul volto privo di sentimenti. Ma presto nell'aria si spande un odore strano e così, nuovamente, porta gli occhi verso il Pks. La voce metallica del traduttore fuoriesce dal collare una nuova volta: "Combatterai una guerra contro forze che vanno al di la dell'uomo. Combatterai la guerra dei Pks contro le forze del male, i Kurii. Combatterai essere abominevoli e brandirai la spada per il volere dei Pks. Da oggi in poi, il tuo dovere non sarà verso la Home Stone di Kasra, ma verso una Pietra di Casa più grande e imponente. Questa Pietra di Casa è quella su cui ogni giorno cammini, su cui mangi, su cui dormi. Questa si chiama Gor. La sua salvezza dipede da te nella battaglia contro l'agente dei Kurii Omar Novius. Va guerriero. Che il mio volere sia fatto."

 

[10:11] Ibal Kun: Non c'era uscita da quelle parole, che il traduttore metallico rende ancora più distanti, schiacciando ogni volontà contraria. La saggezza di quel discorso però fa breccia e di sicuro sarà un pensiero che accompagnerà Ibal nel ritorno a Kasra. Rialza il capo, ma non osa guardare interamente quell'imponente figura, appunta lo sguardo sul traduttore, come se rispondesse "Combatterò per questa homestone seguendo la volontà dei Preti Re, vittoria o morte!" con sicurezza, declama all'interno di quel luogo sacro, senza tema di smentita, vincerà o morirà nel tentativo di farlo, dopotutto per un rarius non c'è morte più degna che quella che lo attende in battaglia. China di nuovo il capo, ma stavolta solo per un ihn, poi guarda l'iniziato.

 

[10:14] Misk ha gli occhi ancora sul Priest King. L'essere immenso non muove nulla alle sue parole. Solo le antenne, che girano verso la porta e la fanno aprire a distanza. L'iniziato porta gli occhi al guerriero e fa un cenno del capo, in saluto. Nessun'altra parola esce dalla bocca dei due personaggi. Il destino di Gor ora è nelle mani di Ibal.

 

[10:15] Ibal Kun: Risponde a quel cenno con un gesto rispettoso di saluto, augurerebbe la benedizione dei PK come fa di solito ma in quel frangete suonerebbe piuttosto ridicolo. Sente la porta aprirsi dietro di sè e fa un passo indietro, poi si volta uscendo, trovando nell'aria fuori da quella sala un certo sollievo.

 

[10:19] Ibal Kun: Respira a pieni polmoni, ritrovando lentamente la lucidità, nell visione di quella vallata, un panorama così "normale" e goreano, che scioglie immediatamente tutto il peso che aveva sostenuto fino a quel momento. Riordinandosi i pensieri diventano quasi una traccia, tornerà a Kasra, questo è il primo passo da fare, lì avrebbe parlato con l'Ubar e avrebbe seguito la volontà dei Preti Rè.

 

La fede non concede scampo, il ritorno verso Kasra è l'unica soluzione, ma chi mai potrà credere a ciò che gli è accaduto? Come spiegherà quel repentino giuramento su una homestone così lontana agli occhi di chi non ha ascoltato la voce di Misk il Priest King? Che ci sia l'agente dei Kurii dietro il tentativo di ucciderlo per impedirgli di raggiungere il Sardar?Questo ed altri pensieri affollavano la mente del rarius mentre sorvolava Nykotos con il suo tarn, ultimo tratto che poteva affrontare in volo senza compromettere la salute dell'animale. Da lì alla nuova homestone sarà il kaiila il mezzo di trasporto, un passaggio quasi simbolico, dal Tarn, simbolo della homestone dove è nato, Thentis, al kaiila, animale principe delle battaglie del deserto, il suo nuovo destino.

 

[08:38] Ibal Kun si ferma per qualche ehn all'ombra delle lunghe palme, bevendo dalla bota per rinfrescarsi. sciacqua il viso con l'acqua e guarda in direzione della homestone

 

[08:41] Argo Andronicus avanza con il kaiila a passo lento, la bestia tiene il collo piegato verso la sabbia e cammina verso le palme. Sapeva che in quel punto del deserto avrebbe trovato un pozzo, dopo quasi due anni che vive nel Tahari certe cose le ha imparate. Da lontano vede un altro viandante, e per precauzione sta pronto a sfoderare il gladio, alzando comunque il braccio in saluto "Tal..." lo guarda bene e riconosce l'uomo "Tal Ibal Khun!" gli sorride

 

[08:43] Ibal Kun: Guarda verso l'uomo che gli si sta avvicinando, appena l'ombra delle palme lo accoglie e la luce smette di rendere la vista difficile riconosce la figura di un blue, alla voce associa subito l'identità del magistrato di Kasra. "Tal Magistrato, rientrate all'homestone o siete in viaggio verso vask?" dopo essersi rinfrescato indossa nuovamente il pesante mantello per ripararsi dalla sabbia del tahari

 

[08:47] Argo Andronicus inarca la schiena massaggiandosela, tanto è indolenzita per il lungo viaggio sul dorso del kaiila "Torno a Kasra, sono stato a Port Olni dove si è riunita l'alleanza dei mercati del sud." con un gesto ormai esperto salta giù dal kaiila e ne afferra le briglie avvicinandosi al pozzo

 

[08:51] Ibal Kun: Segue i movimenti del magistrato verso il pozzo, non l'avrebbe mai trovato se non fosse stato proprio tra le palme dove cercava un po' di refrigerio, e vederlo gli era sembrato quasi un segno qualche ahn fa. "Anche io vaggio verso Kasra.. ho notizie per la vostra casta rossa e spero di incontrare l'Ubar al più presto" rimane molto sul vago, quell'incontro al Sardar lo accompagna da giorni e per giorni ha cercato di imbastire un limite tra il cosa dire e cosa non dire.

 

[08:55] Argo Andronicus recupera un po' d'acqua con cui riempie una bota ed una fiasca un po' più grande, sta bene attento a non sprecare nemmeno una goccia della preziosa bevanda. Prima di fare ciò ha legato il kaiila, accuratemente, per le redini...perderlo potrebbe voler dire ritrovarsi in guai seri in nelle terre desolate "Non siamo lontani da Kasra! Ibal...sono sicuro che una volta in città potrete parlare con un rarius o con l'Ubar" poi lega la fiasca più grossa alla sella della bestia, e dopo quella operazione si disseta bevendo dalla bota...prendendo successivamente un respiro soddisfatto

 

[08:58] Ibal Kun: Sposta lo sguardo in direzione di dove ritiene sia la homestone, assorto nei propri pensieri, nel ricordo delle parole dell'Iniziato, ripassa mentalmente i nomi dell'agente dei Kurii e dell'uomo di Namus di cui gli ha parlato il sicario, rivolge poi lo sguardo al blue "Magistrato..quanto è antica la vostra homestone?" quasi dal nulla, quella domanda che però per lui ha un gran significato.

 

[09:02] Argo Andronicus ritorna in sella all'animale, non vede l'ora di tornare in città. E' stanco del viaggio "La mia Home Stone, Ar, è antica esattamente 10163 anni Ibal. Come è riportato in quasi tutti i calendari goreani" osserva la distesa arida, cercando il punto esatto della direzione ove si trova Kasra

 

[09:03] Ibal Kun: Sorride appena, non aveva pensato che quell'uomo potesse appartenere ad una homestone diversa, sprova leggermente il kaiila, avvicinandosi a lui, continuando a puntare con lo sguardo nella direzione che prenderanno, ora insieme, "parlavo di Kasra".

 

[09:07] Argo Andronicus rivolge lo sguardo al rarius e poi di nuovo al deserto "Kasra...è stata fondata migliaia di anni fa, anche se non si conosce una data precisa. Credo che il nucleo originario fosse una kasbah, una fortezza con scopi commerciali, che poi si è espansa ed è diventata una vera e propria città assorbendo al contempo usanze sociali esterne alla regione del più profondo Tahari, come l'utilizzo del sistema di Caste, più consono ad amministrare la vita di un agglomerato urbano" si ferma, si rende conto che sta parlando troppo, gli succede sempre quando parla di storia, geografia o di qualsiasi nozionismo...

 

[09:10] Ibal Kun: Guarda in volto il blue che è partito come per dare lunghe spiegazioni, la cosa lo fa sorridere, ma stavolta a differenza delle altre, non gli dispiace affatto, conoscere di più quella homestone è una delle cose che deve fare per assolvere al meglio al suo compito. "Dunque è antica... che ne dite di continuare questa storia nei prossimi giorni davanti ad un boccale di paga?" fa un mezzo sorriso.

 

[09:12] Argo Andronicus annuisce "Ma certo...volentieri!" fa un sorriso "Ora andiamo...torneremo a Kasra prima del tramonto!" sprona il kaiila e lo lancia al galoppo

 

[09:13] Ibal Kun: Come sempre prende tutto come una sfida, orgoglio da rarius... "Chi arriva per ultimo, paga il primo giro!" lanciandosi a sua volta al galoppo, spronando il kaiila. "HA, HA!!"

 

[09:25] Argo Andronicus dopo un breve gioco di inseguimenti sui due kaiila tira le redini e ferma improvvisamente la bestia, Ibal è leggermente dietro. Gli zoccoli del suo destriero sbattono sulla sabbia con tonfo sordo e si fermano "Eccoci a Kasra..." dice osservando le mura, le torri e le cupole della città del sale rosso

 

[09:29] Amir osservando dalle mura nota due kaiila in avvicinamento al galoppo, fa un cenno ad altri guerrieri di stare pronti. Qualcuno prende le armi, altri che si riparavano seduti all'ombra si mettono in piedi e si affacciano dai bastioni, addirittura qualcuno controlla la catapulta

 

[09:29] Ibal Kun: Arriva quasi al rimorchio, il blue era troppo abituato a cavalcare nel deserto per poter essere battuto e nonostante il kaiila abbia il fiatone e per qualche strano motivo Ibal pure, non è proprio riuscito a stargli dietro. Gli si avvicina quando lo vede rallentare e poi fermarsi "Vi devo un giro di paga a quanto sembra..."

 

[09:32] Argo Andronicus annuisce con un sorriso "Ci conto! Comunque portate già bene il vostro kaiila, per essere uno che lo usa da poco..." ora sprona di nuovo il suo destriero e si avvicina lentamente alle mura alzando il braccio in saluto verso i guerrieri che vede affacciati sopra di esse "Tal! Sono Argo Andronicus!" urla verso i bastioni

 

[09:35] Ibal Kun: Osserva i bastioni che proteggono la homestone dal deserto e dai nemici, i guerrieri sulle mura, uno due... quattro, otto... dieci.. sembra che l'accoglienza sia molto "calorosa" come è giusto che sia, ed in quel frangente la presenza di Argo sicuramente gli risparmierà di dover dare troppe spiegazioni alle porte. Sfila l'arco dalle spalle, tenendolo per la corda e lo alza, per mostrarlo, poi lo abbassa infilandolo in una sacca della sella. Lenti movimenti per dimostrare che non c'è desiderio di portare una minaccia.

 

[09:37] Amir si volta verso due generici guerrieri di grado più basso, e più giovani "Aprite i cancelli!" riconoscendo lo scriba, ed anche il guerriero che sta con lui, avendolo già visto combattere nell'arena di Kasra, sa che non è nemico della città

 

 

[09:39] Argo Andronicus finalmente rientra tra le mura della città, prende un gran respiro osservando vie ed edifici noti "Le stalle sono da questa parte" fa cenno ad ibal di seguirlo, e sprona il kaiila nuovamente

 

[09:40] Ibal Kun: Con gesti misurati ed essenziali, apre il manto e sfila la lancia che era legata alla schiena dalle cinghie di cuoio, estrae l'arco dalle bisacce e lo consegna nelle mani di uno dei rarii che arrivano per accogliere il magistrato. La procedura ormai gli è nota, guarda Argo ed annuisce "fate strada"

 

[09:40] Amir guarda di sotto vedendo il magistrato ed il rarius al sicuro fra le mura, poi dà ordine di chiudere i cancelli, gli uomini eseguono e la pesante grata con uno stridente suono metallico viene nuovamente messa in sicurezza

 

[09:44] Argo Andronicus riporta il kaiila nella stalla, lega le redini assicurandosi che non possa andarsene e gli incatena anche le zampe anteriori, come è usanza nella regione. Poi gli da una carezza sul muso e si assicura che nella stalla vi sia acqua per lui e cibo "E' stata una fortuna incontrarvi, con le vie piene di predoni ed assassini..." poche parole ed un cenno lento del capo ad indicargli gratitudine, avere un guerriero al proprio fianco faceva sempre la differenza, in un viaggio

 

[09:46] Ibal Kun: Smonta agilmente dal kailla, tenendo le briglie si avvicina allo stalliere e gliele porge. "Trattalo bene..." poi guarda Argo, "Magistrato è necessario compiere qualche richiesta per incontrare l'Ubar?" risponde a quella considerazione "lo è stata anche per me.. orientarmi nel mare di sabbia non è facile, mi avete risparmiato almeno cinque ahn di viaggio!"

 

[09:50] Argo Andronicus recupera il suo bagaglio, dalla sella del kaiila e si disseta ancora un po', finendo l'acqua che aveva preso al pozzo della piccola oasi non lontana da Kasra. "Nessuna richiesta formale, semplicemente chiedete udienza recandovi al palazzo, ma non è cosa facile, l'Ubar è un uomo sempre molto impegnato...farò in modo di favorire il vostro incontro, comunque" Gli sembra un modo di rendersi utile nei suoi confronti, dopo che aver avuto il rarius ed il suo acciaio al proprio fianco ha reso il viaggio più sicuro

 

[09:54] Ibal Kun: Fa un cenno col capo in segno di ringraziamento, quindi anche invogliato dal gesto del blue, stappa la bota e fa una lunga sorsata asciugandosi le labbra con dorso della mano opposta. Slaccia il mantello da viaggio, arrotolandolo, lentamente per non creare una tempesta di sabbia e ficcandolo in una delle bisacce che stacca dalla sella e si carica in spalla. "Vi ringrazio, si tratta di una questione urgente in effetti che riguarda la homestone di Kasra" Ancora una volta si tiene sul vago, anche se spera di riuscire ad incontrare l'Ubar al più presto, non se la sente di parlare della questione per strada, nè ha particolare confidenza con quel blue che pure gli va a genio.

 

[09:57] Argo Andronicus volta un po' il capo di lato e scruta il rarius con occhi indagatori quando sente che la questione di cui deve parlare riguarda la Home Stone di Kasra. Gli annuisce comunque, convinto della sua buona fede, ma di certo è incuriosito "Bene, è il caso che torni a salutare la mia famiglia..." pensa alla sua compagna ed ai figli "Sono stato in viaggio a lungo. Che non vi manchi mai l'acqua Ibal Kun"

 

[09:59] Ibal Kun: "La benedizione dei Preti Rè scenda su di voi Magistrato" ricambiando il saluto e voltandosi poi verso il palazzo del governo, è lì che dovrà incontrare l'Ubar.

 

Discutere con l'Ubar era la prossima cosa da fare, ma le difficoltà non erano poche. Sicuramente non poteva parlargli apertamente di ciò che era successo a Sardar, ma al volontà dei PKs era stata fin troppo chiara, combattere quella guerra da lì, tra le dune del deserto, proteggendo non solo quella homestone ma tutta Gor.

 

[16:42] Hakim ascolta le sue parole *Gli uomini di tuo padre? Un esercito? Di cosa parli? Dannazione Serak!!! Io sto per partire e tu mi dici che c'è un esercito che potrebbe attaccare Kasra!?!?* ora urla furiosamente *Dico io! Dov'è!? Eh? Dimmelo!!! Abbiamo gli uomini! Attacchiamo, prima che questo pezzo di merda possa attaccare! Non osare nascondermi le cose, Serak! NON OSARE!* seguono bestemmie sugli albini, sul loro colore della pelle e sulle terrestri. Dunque l'ubar sapeva dell'esistenza della terra, anche se non ne ha mai parlato.

 

[16:44] Ibal Kun: Passa nella piazza della homestone, guardandosi attorno, nonostante l'ora sembra sempre affollata, sarà per la guerra, mercanti e rarii si affaccendano passando da un lato all'altro della città, vicino al palazzo del governo scorge Serak, quando viene investito dalle parole dell'Ubar, che pare piuttosto alterato, a quanto pare parlare con lui sarà più arduo ancora. Non si intromette nella discussione, sistemandosi in disparte ma ben visibile, attendendo che i due abbiano terminato.

 

[16:47] Serak’Jul "Saranno sul Vosk, ora, Ubar. La situazione è pienamente sotto controllo. Non attaccheranno. Se lo facessero sapremmo come rispondere. Erano in 20.Non vogliono Kasra, vogliono ME..dovreste saperlo già il perchè." *senza voltarsi in giro, parlava direttamente all'Ubar, con tutta la sincerità possibile*

 

[16:49] Hakim scuote il capo e si spiaccica la mano sulla faccia. Proprio uno schiaffone autoindotto* Tu mi farai impazzire, ah ma non preoccuparti, ti infilerò un palo su per il culo prima che questo accada.* nota un guerriero alla sua destra *Tu, avvicinati...* quindi guarda Serak, nuovamente *Prendi alcuni uomini e poni fine a questa storia, Serak. Non possiamo permettercelo, non puoi permettertelo. Il perchè, lo sai.* Quindi si volta, seguendo con lo sguardo il guerriero alla sua destra.

 

[16:52] Ibal Kun: Sentitosi chiamare in causa si avvicina alle sale, salendone la metà, "Tal Ubar" ricorda perfettamente quell'uomo incontrato in arena, il suo valore in battaglia e la fierezza delle sue vittorie, non gli dispiace che tra tanti possibili, sia lui l'uomo con cui deve avere a che fare riguardo quella spinosa situazione.

 

[16:53] Serak’Jul si prende tutto lo schiaffone in faccia, in quel momento diventava il ragazzo quasi 20enne, non più l'Uomo di Gor che viveva la sua passione per il valore della casta. Aveva un valore giusto quello schiaffo, lo accettava senza discussioni. Un sussulto, era stato abbastanza ben piazzato..[" Il vecchio ci sa fare con le mani..phf.."]. Rimane a guardare in basso per poi rialzare lo sguardo. Annuisce semplicemente. Non riusciva a focalizzarlo bene..era di spalle il guerriero e per di più Serak era leggermente spostato..almeno per quei pochi ihn..

 

[16:55] Hakim osserva bene il guerriero. Lo conosce, sà di conoscerlo, anche se ha rimosso completamente il suo nome dalla mente *Tal a te, guerriero...* gli annuisce, mentre tenta di ricordarne il nome. Non è mai stato bravo in questo. *Ho visto che stavi lì, e osservavi. Dimmi, dunque, devi parlarmi di qualcosa?*

 

[16:58] Ibal Kun: Fa un cenno di saluto verso Serak, senza distogliere l'attenzione dall'Ubar, per non mancargli di rispetto ma onorare il legame che ha stretto con quel giovane guerriero. "Si Ubar, ho notizie che riguardano la vostra Homestone e una richiesta da farvi" diretto ed essenziale, sperando di aver incuriosito almeno quell'uomo alle prese con i preparativi per la guerra, senza svelare in pubblica piazza ciò che ha da dirgli.

 

[17:03] Serak’Jul ricambia il cenno di Ibal. Era Felice da una parte, dall'altra si vergognava di aver ricevuto quel gesto dall'Ubar. Ma ciò che era giusto era giusto. Si voltava per andare a ultimare alcuni preparativi. Sì l'aveva fatta grossa, ma in cuor suo aveva vinto. Era volato sul deserto, aveva domato quella bestia, aveva vinto quell'elmo. Suo padre era su tutte le furie, tuonava agli uomini molte cose..Lucius Senecius era troppo orgoglioso era quello il seme della sua rovina. Simili ma per quella caratteristica opposti, padre e figlio.

 

[17:04] Hakim si liscia la barba. Annuisce lentamente *Rammentami prima il tuo nome. E dimmi se, le parole che hai da dire, sono per le mie sole orecchie.* Vede Serak voltarsi, non dice nulla, non una parola. Ha già parlato.

 

[17:06] Ibal Kun: "Sono Ibal Kun, della torre rossa di Hammerfest, Ubar e le mie parole sono per voi, sarà il vostro giudizio a decidere se rimarranno tali o meno" Meno teste, meno spiegazioni da dare e più facile celare ciò che sarebbe difficile da credere. Porta la mano alla cintola assicurandosi di avere con sè le pergamene strappate al sicario di namus, quasi inconsciamente.

 

[17:08] Hakim annuisce alle sue parole *Dunque seguimi, Ibal Kun di Hammerfest*

 

[17:08] Hakim gli indica un cuscino e si siede, grattandosi, poi, beatamente, le palle.

 

[17:09] Ibal Kun: Siede dopo l'invito dell'Ubar ed esordisce senza indugiare "si tratta di Namus, Ubar" osservando il volto dell'uomo per cercare di carpirne la reazione

 

[17:11] Hakim rimane abbastanza scosso nell'udire quel nome. Si rende conto dell'espressione, quindi si ricompone, lisciandosi la barba *Parla, dunque...* il tono grave.

 

[17:17] Ibal Kun: Inizia il racconto cercando di sintetizzare e dare solo le informazioni necessarie, non una in meno e non una in più per evitare una fiammata... "Uno dei vostri iniziati mi ha detto di partire per il Sardar qualche mano orsono, ho intrapreso il viaggio e sono venuto a conoscenza di notizie riguardo l'Oasi di Namus. La battaglia che la vostra Homestone si prepara a combattere sarà resa più dura dall'intervento dei Kurii. Il mio viaggio è stato ostacolato da un sicario dell'Oasi addosso a cui ho trovato alcuni documenti di scarso rilievo che ne attestavano la provenienza, Namus, non dubito quindi delle informazioni che ho ricevuto, non appartengo a questa homestone e l'oasi non avrebbe avuto motivo di uccidermi, se non per mantenere il segreto".

 

[17:20] Hakim si liscia la barba. Ascolta con interesse e concentrazione le sue parole. I kurii....socchiude appena gli occhi a quella affermazione, scuotendo appena la testa *Kurii? Per i preti re...e tu come lo sai? Era scritto sui documenti?*

 

[17:23] Ibal Kun: Da lì non si scappava, non poteva celare tutto nè chiedere fiducia per quelle parole, non era un uomo di quella homestone, qualcosa doveva dire. "Sono stato in pellegrinaggio al Sardar, Ubar... sono certo di ciò che dico.. posso giurarlo sulla lama della mia spada!" cercando puntare su quello che forse condividono essendo entrambi dei guerrieri. "Devo cercare un uomo, Omar Novius ed ucciderlo.. " introducendo così anche in parte la sua richiesta.

 

[17:25] Hakim sospira appena. In effetti quell'uomo non ha motivo di dire cazzate. Non è la sua città, non ci guadagna nulla nel dire dei kurii. *Beh, l'oasi è nel deserto...da quel che sò i kurii sono...uhm, pelosi, molto. Se ci saranno, anche se ne dubito, moriranno dal caldo in poco tempo. In quanto a Omar Novius..beh, siamo in molti, a volerlo morto....*

 

[17:27] Ibal Kun: Il fatto che l'ubar conosca quel nome lo incuriosisce, lui non aveva la più pallida idea di chi cazzo fosse quest'uomo, era appena tornato all'oasi per comunicare le notizie. "Non conoscevo nemmeno l'esistenza di quest'uomo fino ad una mano fa.. voi sapete chi è?"

 

[17:28] Hakim annuisce *Sò, grossolanamente, chi è. E' un uomo potente, ricco, molto ricco. A quanto pare ama ammazzare chiunque gli metta i bastoni fra le ruote. Ha ucciso mio padre e mi ha fatto recapitare la sua testa. Ha sterminato la famiglia del magistrato e l'oasi di lady Emma....quindi sì, siamo in molti a volerlo morto.*

 

[17:30] Ibal Kun: Inizia a collegare i fili della questione, "E' questo Omar Novius il tramite dei Kurii Ubar, non ho idea se combatteranno in prima persona, da quel poco che so di loro non sono mai scesi così a sud, ma quest'uomo di cui parlate ha sicuramente il loro appoggio..."

 

[17:32] Hakim continua a lisciarsi la barba. Pensa e ripensa *Se ce li troveremo lì, sarà un bel problema. Dannato Novius. Mi chiedo cosa ci guadagnino, i kurii....mhrg.* borbotta qualcosa *Comunque sia, perchè ti è stato ordinato di andare ai Sardar? E soprattutto, perchè hai accettato la cosa, anche se non te lo ha ordinato l'iniziato della tua città?*

 

[17:36] Ibal Kun: "Ubar, forse a quattromila Pasangs dal Sardar, lo sguardo dei Preti Rè è più benevolo... ma dove sono nato io, a Thentis, se un iniziato che non hai mai visto in vita tua, ti trova in una homestone lontana duemila pasangs dalla città che servi, ti chiama per nome e ti dice che devi viaggiare verso il Sardar... di nuovo... non c'è scelta. Inoltre saprete che Hammerfest è quasi distrutta, sono partito nella speranza che ai piedi del monte, la mia supplica per la salvezza della homestone potesse essere accolta..." serra la mascella, ripensando alle parole del Priest King che non davano alcuna risposta in merito.

 

[17:38] Hakim annuisce lentamente alle sue parole *Beh, di certo è strano. Spero che almeno il viaggio non sia stato inutile. Spero anche esaudiscano le tue preghiere, anche se non reputo Hammerfest amica, in quanto non abbiamo mai intrapreso relazioni diplomatiche.*

 

[17:41] Ibal Kun: "Eppure la vostra casta di mercanti so che ha fatto affari con gli esuli di hammerfest, ed a detta di persone di cui mi fido, applicando un prezzo quasi onesto" non poteva certo dire onesto, trattandosi di mercanti che hanno come unico scopo il lucro, una cosa che ai guerrieri interessa molto relativamente. "Di questo vi porto i ringraziamenti della mia gente, sicuro che seppur in maniera non ufficiale, nulla si muova a Kasra senza la vostra volontà" affronta ora quelle risposte con studiata accortezza, come una battaglia, la richiesta che vuole rivolgergli non è da poco e deve giocarsela bene.

 

[17:44] Hakim agita appena il capo *Ho delegato la cosa, in effetti. Come ho detto, non reputavo necessario aiutare chi non mi è amico. E' questione di mercanti, se loro hanno risolto in maniera onesta, mi è indifferente, così come se ci avessero lucrato sù. Non mi fraintendere, Ibal, è che il momento è testo, stiamo per partire, e non poteva aiutare come i tuoi coincittadini chiedevano...* parla con estrema sincerità.

 

[17:49] Ibal Kun: Annuisce, quelle parole gli offrono un appiglio per poter avanzare la sua richiesta. "Lo capisco, il tempo di guerra non è quello in cui si può mostrare generosità, ma fermezza e disciplina, specialmente se non c'è un trattato a richiamare la lealtà della nostra casta" fa una pausa guardandolo negli occhi, "Alcuni sicari sono stati mandati ad uccidermi, ne ho affrontato uno solo, e quest'uomo, Omar Novus, dovrà incrociare il mio sguardo in battaglia, non posso combattere una battaglia nel Tahari dalle rive del Vosk, Ubar, vi chiedo il dirtto di potermi battere per Kasra, mantenendo il mio onore di redcaste ed il mio diritto di prendere la vita di chi ha attentato alla mia." Pronuncia con fermezza e solennità.

 

[17:52] Serak’Jul si avvicina alla porta del palazzo, bussa sonoramente. " Serak'Jul" * esclama. Le guardie lo osservano con circospezione e sospetto. Le voci del suo atto, ossia il cavalcare il Tarn bianco, giravano in maniera tremendamente veloce.

 

[17:53] Hakim annuisce alle sue parole iniziali. Sta per parlare, poi tace ascoltando il resto. Si liscia la barba e sospira *Capisco...ebbene non posso portarti con me. Vuoi combattere per Kasra mentre i cittadini di Hammerfest sono...in difficoltà? Ne hai certamente facoltà, se hai l'approvazione della tua casta. Ma dovrai farlo mantenendo sicura la città in assenza dell'esercito. In quanto a Novus...posso prometterti solo che, se dovesse trovarsi all'oasi di namus, lo porterò qui vivo, così che tutti quelli che hanno un conto in sospeso con lui, possano pareggiare i conti....* [Le guardie aprono la porta]

 

[17:58] Ibal Kun: Sente la porta aprirsi alle proprie spalle, per addestramento più che curiosità, si volta per controllare chi stia entrando, poi vince anche quel riflesso condizionato e si rivolge ancora ad Hakim "La casta a cui devo rivolgermi ora... è la vostra..." potrebbe mai credere che questa fosse la volontà dei PK? "Chiedo di poter giurare su questa pietra, Ubar".

 

[18:00] Serak’Jul si muove direttamente verso l'Ubar. La pergamena in mano era tendenzialmente spessa..più del solito. Gliela porge, silente. Non voleva interrompere il discorrere di quelle parole di cui non aveva fatto caso, inconsciamente. Hakim sapeva cosa dov'esse avere in mano era inutile che glielo specificasse.

 

[18:03] Hakim annuisce a Serak. Prende in mano la pergamena, tuttavia non la legge. Indica a Serak di sedersi *In mia assenza, sarà Serak ad avere il comando, quindi vorrei che ascoltasse e partecipasse a questa discussione. Tu dici di essere un red caste di Hammerfest. Ora chiedi di giurare su questa pietra. Chi mi dice che, domani, non giurerai su un'altra pietra?* il tono tranquillo, non offensivo. Voleva capire.

 

[18:08] Ibal Kun: Inspira profondamente, quella domanda è assolutamente legittima ma gli fa ugualmente ribollire il sangue, non c'era stata risposta alla sua domanda al Sardar, non c'era stata scelta, e ora più che mai ad Hammerfest la sua presenza sarebbe stata necessaria. "Le parole che posso spendere per rispondervi non colmerebbero il dubbio di un rarius." perchè un Ubar è prima di tutto questo, "posso dirvi che la mia battaglia è questa, e portare lo scarlatto di Kasra me la farà affrontare solo con maggior orgoglio, ma se così non sarà, la mia spada sarà comunque puntata verso Namus, tra le vostre truppe... o al di fuori di esse". La voce è pacata, ma assolutamente decisa, come se non ci fosse scelta, come fosse qualcosa di ormai incontrovertibile.

 

[18:08] Ibal Kun: Inspira profondamente, quella domanda è assolutamente legittima ma gli fa ugualmente ribollire il sangue, non c'era stata risposta alla sua domanda al Sardar, non c'era stata scelta, e ora più che mai ad Hammerfest la sua presenza sarebbe stata necessaria. "Le parole che posso spendere per rispondervi non colmerebbero il dubbio di un rarius." perchè un Ubar è prima di tutto questo, "posso dirvi che la mia battaglia è questa, e portare lo scarlatto di Kasra me la farà affrontare solo con maggior orgoglio, ma se così non sarà, la mia spada sarà comunque puntata verso Namus, tra le vostre truppe... o al di fuori di esse". La voce è pacata, ma assolutamente decisa, come se non ci fosse scelta, come fosse qualcosa di ormai incontrovertibile.

 

[18:11] Serak’Jul ricambia l'annuire di Hakim e si siede sul cuscino, accanto a Ibal. Ascolta il Rarius alla propia sinistra. Priest Kings, sarebbe stato pure lui in grado di poter scegliere in futuro di cambiare HomeStone a una condizione dei PK stessi? No, non li rispettava. Sapeva che in qualche modo suo Padre fosse legato da loro..di certo questi esseri aveva un grande ascendente su GOR. Forse il pellegrinaggio a Sardar avrebbe colmato i suoi dubbi. Aveva fiducia di Ibal, pienamente, fiducia siglata da quel patto inscindibile, nemmeno dalla morte, nemmeno sul varco della città della Polvere.

 

[18:14] Hakim continua a lasciarsi la barba. Scuote appena il capo. Cerca di pensare a qualcosa, una motivazione che possa far cambiare pietra di casa. No, lui non è mai stato così sfortunato, perchè non deve essere cosa facile, per un guerriero, cambiare homestone. Eppure quel rarius glielo chiedeva, gli chiedeva di giurare sulla homestone di Kasra. Per motivi a lui ignoti, certo, ma non per questo per nulla validi. *Capisco, Ibal....Serak, cosa ne pensi?*

 

[18:17] Ibal Kun: Volta il capo verso Serak, il loro legame non sarà messo in discussione nemmeno da un diniego, quindi lentamente, torna a guardare l'Ubar, giudice del destino del suo onore, ma non della sua volontà, ciò che deve fare gli è chiaro, perfino a costo di farlo da uomo morto, perchè per un rarius perdere l'onore è peggio che morire.

 

[18:22] Serak’Jul " Penso? Non dovrei pensare su delle motivazioni altrui. Se Ibal ha un motivo per cambiare la sua pietra di casa esso sarà lecito. Di certo è un fatto molto strano e non ne sono mai venuto a conoscenza, eccetto nostre care conoscenze del passato che si erano stabilite quì e poi se ne sono andate secondo i loro comodi. * rammentando il Vizier* Ho piena fiducia di Ibal, Ubar. Ho piena fiducia in voi, Ibal. * cambiando lo sguardo, alternandolo* posso assolutamente affermare che, dato la sua conoscenza, se la sua parola vive è per un motivo e per verità, Ubar. Se questo era il parere che volevate che esprimessi, non avrei altro da aggiungere.Confondere la sua parola come abbandono della sua pietra di casa non sarebbe lecito.

 

[18:26] Hakim sospira. Non smette di lisciarsi la barba. Ascolta con attenzione le parole di Serak, annuendo di tanto in tanto *Dunque, non ti giudico, Ibal. Non sono io a doverlo fare. Potrai giurare sulla Homestone di Kasra. Starai qui però, non mi seguirai in battaglia. Ho già promesso, ho dato la mia parola, avrai Omar novus vivo, se si troverà nell'oasi.*

 

[18:29] Ibal Kun: Il dolore di quella situazione viene in parte lenito dalle parole del rarius, un cenno di fiducia un segno che il suo onore, seppur in quella situazione inverosimile e tumultuosa rimane fermo per coloro che lo conoscono. Annuisce seccamente alla parola dell'Ubar, "combatterò la battaglia secondo la volontà del mio Ubar, purchè mi sia permesso di combattere in qualche modo" specificando che da dentro o fuori le mura, quella contro Namus è una battaglia che lui deve assolutamente affrontare.

 

[18:33] Serak’Jul rimane silente poi. Guardando entrambi. Il patto, la fiducia erano qualcosa di naturali verso quel Rarius, era una fiducia oltre i sensi che sentiva dentro di se. Sarebbe stato un errore, un tremendo errore che Ibal gli mancasse di questa fiducia, ma non tanto per le conseguenze..ma propio perchè sarebbe stato un errore a prescindere, non avrebbe avuto senso.

 

[18:37] Hakim: Bene. Ci ritroveremo presto per il giuramento, Ibal. Ovviamente combatterai....ho la strana sensazione che, novus, non si trovi nell'oasi....è troppo furbo per farsi trovare lì. Ora, se non c'è altro, andrei a riposare *si gratta nuovamente le palle. Stuprerà la sua compagna nel sonno.*

 

[18:40] Ibal Kun: "No Ubar, null'altro" seccamente, per quanto giurare su quella pietra sia ciò che deve fare, il suo animo è comunque in tumulto e poter affrontare da solo quei pensieri che hanno l'eco di un abbandono non gli dispiace. "La benevolenza dei PKs accompagni la vostra notte" Si alza, guardando per un ihn Serak.

 

[18:41] Serak’Jul annuisce per poi esclamare all'Ubar: " In merito al rapporto, vi sono dettagli di cui vorrei discutere a voce, sono esigui, ma è opportuno che voi leggiate prima di parlarne altrimenti la discussione risulterebbe incompleta e tendenzialmente inutile" * parla alzandosi e parlando dopo Ibal, infinte* " Che non vi manchi l'acqua, Ubar".

 

[18:42] Hakim apre la pergamena e inizia a leggere *Che non ti manchi mai l'acqua, Ibal*

 

[18:43] Ibal Kun: Si avvia verso la porta lasciando l'Ubar alle letture ed al riposo.

 

[18:46] Serak’Jul esce dalla porta, richiudendola a se. " I Priest Kings hanno parlato a quanto pare, Ibal. Per tutti i Kaiila del deserto, Ibal! * gli molla una pacca sulla spalla, era felice in modo incredibile di vederlo* "

 

[18:48] Ibal Kun: Guarda Serak "A quanto pare sono tornato..." parlando con un tono comunque molto serio "prima che il mio giuramento sia compiuto, Serak, voglio incrociare l'acciaio con te..." il tono di voce del guerriero riesce a rinfrescargli anche l'animo "Si..." senza specificare a cosa si riferisca, gli fa un sorriso, osservandolo negli occhi "Per restare... finchè il mio corpo sosterrà la battaglia".

 

[18:51] Serak’Jul " Il mio desiderio è lo stesso, Ibal. Sarà fatto. " *esclama* " Ora riposati..io andrò nel deserto. Devo riflettere su ciò che ho compiuto.Non ne vado fiero, è stata una mossa azzardata e dubito che possiate anche crederci. "* cercava di rallegrarlo un poco senza cadere nel banale, incuriosendolo. La sua gioventù si vedeva in quegli occhi, a volte, eccome.*

 

[18:55] Ibal Kun: Non ha idea di cosa stia parlando, ma l'entusiasmo e la sua vicinanza, mai come in quel momento, gli sono di aiuto. Una scelta irrevocabile era stata fatta e non poteva non pesare sul suo animo. Sorride appena per quell'accenno di racconto che riesce a suscitare curiosità, ma la stanchezza del viaggio e di quella giornata gli impediscono di assecondarla fino in fondo "Me lo racconterai mentre duelliamo, forse così riuscirai a distrarmi " lentamente sembra ritrovare un umore quasi decente.

 

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